Gen
09
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 09-01-2017

Quest’anno ho deciso di iniziarlo con un viaggio nella mia amata Roma. Una città che ogni volta mi regala tanto non solo per la sua bellezza, ma anche perché è stata parte fondamentale nel mio percorso di formazione e perché con esso ho avuto modo di instaurare dei rapporti di amicizia davvero profondi.

Devo dire che non avrei potuto chiedere di meglio per il passaggio da un anno all’altro.

Come già sapete, i viaggi per me sono fondamentali. Sono un investimento per la mia mente e il mio cuore. Mi permettono ogni volta di sorprendermi , anche in mete viste innumerevoli volte come quelli della Capitale. Mi danno l’occasione di condividere con chi mi accompagna emozioni  ed esperienze talmente profonde che sono pure difficili da raccontare.

La vita è un viaggio, a volte tortuoso, altre volte colmo di felicità e soddisfazioni. Cercare di vivere il più possibile con chi amo il mondo in cui ci troviamo mi pare un onore alla fortuna che si ha di essere in vita ed in salute. E ringrazio di poter fare un lavoro che mi soddisfa e mi permette di concretizzare questa mia passione.

Per quale motivo condivido tutto questo con voi? Perché quando frequentavo la Scuola di Specializzazione una delle mie care docenti ci disse di cercare di vedere il più possibile del mondo, di conoscere i luoghi e le culture diverse rispetto a quelli a cui siamo abituati perché il nostro lavoro non è fatto solo di formazione sui libri, ma dobbiamo andare oltre, capire le persone per quello che sono, anche per le loro credenze e i loro modi di vivere. Per essere quindi dei terapeuti a 360° e fare questo mestiere liberi da pregiudizi e da importanti “buchi” di ignoranza. E’ vero che non possiamo essere tuttologi, ma è vero che possiamo ogni giorno avere delle conoscenze in più. E questo conoscendo, contemplando e rispettando anche tutto ciò che è diverso da noi.

Ecco, la mia ultima visita a Roma mi ha fatto pensare alle parole di quella mia docente che ancora mi è cara, quindi ho deciso di condividerle con voi.

E allora, questo arricchimento personale in più regalatomi dal mio ultimo viaggio “capitolino”, sono pronta ad investirlo anche nella mia professione e con i miei pazienti.

Caterina Steri.

Dic
29
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 29-12-2016

 

E dopo il Natale arriva il passaggio da un anno all’altro. Doveroso per me farvi i miei più sinceri auguri per quello che è stato e per quello che verrà.

Ricordando che nonostante la vita a volte ci metta di fronte a situazioni che non vorremmo conoscere, noi possiamo essere più forti e raccogliere i frutti di tutti i nostri sforzi.

Tanti auguri a tutti e grazie ancora per aver contribuito a rendere il mio 2016 ricco di tante soddisfazioni.

Caterina Steri.

Dic
23
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 23-12-2016

Il Natale è nuovamente alle porte, come ogni anno, del resto.
Forse l’autunno dalle miti temperature è stato complice del fatto che quasi non mi sia resa conto della velocità con cui le feste natalizie siano arrivate, ma in questi giorni, per un motivo o per l’altro anche io sono stata coinvolta nei tipici preparativi.
Il Natale è una festa particolare, che coinvolge sia credenti che no, a volte con spiriti totalmente diversi. E’ bello vedere le persone festeggiare. Un mio pensiero va comunque a chi non condivide per svariati motivi, lo spirito natalizio.
Proprio a queste persone mi viene da dire che in fin dei conti, il significato natalizio, quello per cui le persone festeggiano, al di là dell’aspetto commerciale e strettamente religioso, ovvero quello della condivisione, dello stare con le persone care, possono viverlo ogni giorno dell’anno.
Possiamo essere felici sempre, nonostante le avversità, nonostante non piaccia il Natale perché in alcune occasioni obbliga a stare in situazioni che durante il resto dell’anno si evitano accuratamente.
Allora, se posso dire la mia, godetevi la felicità, quegli attimi di cui è fatta. Felicità che possiamo guadagnarci in qualsiasi delle nostre giornate. Costruite voi il vostro Natale, dategli un significato, quello che più vi calza e portatevi appresso quello spirito ogni giorno dell’anno. Così, anche quello “ufficiale”, se non vi piace, può diventare più piacevole. Se invece lo state aspettando con gioia, non farete altro che renderlo ancora migliore.
Detto ciò, voglio farvi i miei auguri più sinceri di buone feste e rimandarvi a dopo di esse per i nuovi articoli del blog.
Non farò delle pause per quanto riguarda l’attività in studio, quindi potete continuare a chiamare per prendere i nuovi appuntamenti.
Ancora tanti auguri e un ringraziamento particolare a chi ogni giorno mi regala attimi di felicità con la costante presenza nel blog, la pagina Facebook e in studio.
Caterina Steri.

Oggi vi ripropongo la lettura di una bellissima poesia di Martha Medeiros augurandovi che possa essere di ispirazione per il raggiungimento del benessere e per decidere di cambiare quando questo manchi.

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni

giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non

rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su

bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno

sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti

all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul

lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un

sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai

consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi

non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente

chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i

giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non

fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli

chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di

respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida

felicità. (Martha Medeiros)

Dic
01
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 01-12-2016

Immagine dal web

Venerdì scorso è stata celebrata la giornata contro la violenza sulle donne e proprio la sera ho ricevuto tramite e-mail  una bellissima poesia di Frida Kahlo da una donna che ha voluto condividere con me la sua storia di violenza subita per anni e da cui finalmente è riuscita a liberarsi dopo tanta sofferenza e con l’aiuto di diverse persone tra cui quello di uno psicoterapeuta. Questa poesia è per lei un promemoria per avere sempre presente cosa sia davvero l’amore.

Sono molto grata alla donna in questione di avermi scritto e per esprimerle la mia gratitudine ho deciso di condividere su Gocce di psicoterapia la poesia, sperando anche che possa essere di ispirazione a chi dalla violenza non è ancora riuscita a liberarsi e a chi invece sta riuscendo a vivere il suo Amore, quello con la A maiuscola.

Grazie ancora,

Caterina Steri.

 

Ti meriti un amore

che ti voglia spettinata,

con tutto

e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,

con tutto

e i demoni che non ti lasciano dormire.

Ti meriti un amore

che ti faccia sentire sicura,

in grado di mangiarsi il mondo

quando cammina accanto a te,

che senta che i tuoi abbracci

sono perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore

che voglia ballare con te,

che trovi il paradiso

ogni volta che guarda nei tuoi occhi,

che non si annoi mai

di leggere le tue espressioni.

Ti meriti un amore

che ti ascolti quando canti,

che ti appoggi quando fai il ridicolo,

che rispetti il tuo essere libero,

che ti accompagni nel tuo volo,

che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore

che ti spazzi via le bugie,

che ti porti l’illusione, il caffè e la poesia.

 

Sposi in Sardegna 2016

Anche quest’anno, con immenso piacere ho accettato l’invito dell’ideatrice, nonché responsabile del progetto di Sposi in Sardegna, la Dott.ssa Ilaria Nesi, a dare un contributo alla stesura della rivista che prende il nome dal progetto stesso.

“Sposi in Sardegna -come scrive la stessa autrice- nasce con l’intento di offrire agli sposi uno spazio in cui muoversi quando sono alle prese con l’organizzazione del loro matrimonio e vanta il merito di aver attivato in Sardegna un circuito dinamico e selezionato che si esprime attraverso la rivista, il sito web, gli eventi e la pagina Facebook.

La rivista, alla sua nona edizione, quest’anno, è stata presentata lo scorso novembre in occasione di Invito a Nozze , di cui Sposi in Sardegna è la rivista ufficiale.

La distribuzione continua nelle più importanti fiere del settore in Sardegna dove la rivista viene distribuita gratuitamente agli sposi visitatori. L’annuario lo si può trovare anche sparso nel territorio regionale e tra i nostri inserzionisti”.

Per quest’anno ho deciso di dedicare il mio articolo l’articolo (che potete leggere per intero apagina 41 della rivista anche on-line), al tema della libertà individuale all’interno della coppia, descrivendola appunto, come un prezioso ingrediente per coltivare al meglio il rapporto a due.

“Per essere autenticamente reciproco, un rapporto adulto deve essere formato da due persone distinte che scelgono di stare insieme: la vera intimità nasce dal poter scegliere liberamente. A volte questo non è facile perché bisogna saper dire NO anche a noi stessi, alla voglia di imporre le nostre idee, di tenere l’altro strettamente legato a noi. E’ importante che i componenti del sistema-coppia mantengano degli spazi di libertà individuali, in cui coltivare interessi e passioni in totale autonomia.

Oltre a tutto, per essere veramente uniti occorre imparare a lasciare andare. Facendo questo e rinunciando agli impulsi di “possedere” l’altro come se fosse una proprietà privata, ci si potrà impegnare in uno scambio autentico e alla pari.”

Ringrazio la Dott.ssa Ilaria Nesi per aver voluto includermi anche quest’anno nel suo sempre crescente progetto, facendole un grosso in bocca al lupo per tutti quelli futuri.

Per saperne di più su Sposi in Sardegna potete visitare il sito omonimo cliccando qui.

Caterina Steri.

 

Ott
31
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 31-10-2016

Nonostante molti lavoratori abbiano deciso di approfittare del ponte del I novembre, io ho preferito non farlo e lavorare tutta la settimana, ad eccezione della giornata di domani.

Potete quindi continuare a contattarmi e chiedere appuntamenti come di solito.

Intanto vi auguro una buona giornata e vi ringrazio per la sempre costante presenza.

Caterina Steri.

Ott
24
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 24-10-2016

Immagine dal web

Quella dello psicologo è un mestiere un po’ contorto, o meglio, visto in modo tale da chi forse non lo conosce abbastanza.

Tanti rimangono sorpresi e a volte “straniti” da questa professione, altri totalmente affascinanti e desiderosi di mettersi alla prova.

Proprio per questo motivo cerco sempre di rispondere il più velocemente possibile ai quesiti che mi vengono fatti tramite il blog, la mail, la pagina su Facebook e nel modo più chiaro e semplice possibile. Perché mi rendo conto che ciò che immaginiamo essere contorto e difficile da capire, se spiegato chiaramente può risultare molto più semplice, concreto ed avvicinabile. Questo è anche uno dei motivi per cui dopo un primo colloquio conoscitivo, do sempre un appuntamento telefonico a distanza di qualche giorno, senza fissare un secondo incontro in studio, perché mi piace lasciare il giusto tempo alla persona che mi ha appena conosciuta professionalmente di “elaborare” senza fretta ciò che ha potuto “portarsi” via da quella che è stata la prima esperienza insieme. Così il potenziale paziente riesce ad avere delle idee più chiare rispetto al lavoro a cui andrebbe incontro decidendo di intraprendere un percorso psicologico e avrebbe anche modo di capire quanto sia davvero motivato ad iniziare un lavoro insieme a me. Questo è stato uno dei preziosi insegnamenti trasmessi anni fa dal mio terapeuta- supervisore, quindi provato direttamente come mia esperienza personale, nonché professionale, che da sempre ottimi risultati.

E’ una strategia che permette di iniziare un percorso terapeutico con le idee più chiare e una maggiore motivazione. Tutto ciò inoltre non fa perdere comunque tempo, se non guadagnarlo in qualità, poiché il decorso della terapia avverrebbe comunque nei tempi prefissati sin dall’inizio.

Vi ricordo quindi che per prendere un appuntamento è necessario chiamare personalmente al 3207297686 dal lunedì al sabato (esclusi i giorni festivi), dalle otto e trenta del mattino alle venti e trenta della sera. Considerando che tante ore della giornata le passo a sostenere i colloqui, qualora non possa rispondere subito, richiamerò durante la pausa pranzo o a fine giornata lavorativa.

Non troverete invece alcuna risposta ai messaggi, ne alle chat, ne alle chiamate durante le giornate festive.

Detto questo, auguro a tutti voi una splendida giornata e vi ringrazio per la vostra costante presenza sul blog e sulla pagina Facebook da cui prende il nome.

immagine dal web

Ci sono dei momenti all’interno di una coppia in cui i due componenti si sentono fusi l’uno nell’altra accompagnati da un senso di sicurezza e protezione reciproca. A lungo andare però, la fusione potrebbe diventare soffocante, se non si rispettano lo spazio e l’autonomia dell’altro.

Ad esempio, sentirsi in obbligo di dire sempre Si al partner potrebbe portare alla sensazione che tra i due non esista nessuna differenza, quasi come una spersonalizzazione del proprio modo di essere. Questo causa sedentarietà all’interno del sistema e qualsiasi cambiamento o tentativo di cambiamento da parte dell’altro potrebbe essere vissuto male.

A volte si dice Si per non voler offendere, deludere o per accondiscendere al volere del compagno, ma in questo modo si evita il confronto e si alimenta la frustrazione. In questi casi i NO sono liberatori e portatori di volontà e bisogni veri. Oltre a tutto, se uno dei due impara a dire NO, in qualche modo autorizza anche l’altro a farlo e a sentirsi più libero di manifestare chi è veramente.

Per difendere un rapporto basato sulla reciprocità, bisogna esser capaci di essere coerenti con i propri sentimenti, evitando di farsi invadere da quelli dell’altro. Imparare a mantenere la propria posizione se veramente coincide con quello che pensiamo.

Individualità e differenziazione sono sicuramente alla base di una coppia libera.

Durante il rapporto di coppia bisogna sempre trovare un compromesso con le differenze dell’altro. Se si cerca (intenzionalmente o no), di forzare il partner a “trasformarsi” rispetto alle proprie peculiarità, viene a mancare la libertà di espressione, azione e manifestazione della sua natura. Vi è mai capitato di non sentirvi voi stessi all’interno di una relazione? Ecco, questo è ciò che intendo con la mancanza di libertà.

Per essere autenticamente reciproco, un rapporto adulto deve essere formato da due persone distinte che scelgono di stare insieme: la vera intimità nasce dal poter scegliere liberamente. A volte questo non è facile perché bisogna saper dire NO anche a noi stessi, alla voglia di imporre le nostre idee, di tenere l’altro strettamente legato a noi. E’ importante che i componenti del sistema-coppia mantengano degli spazi di libertà individuali, in cui coltivare interessi e passioni in totale autonomia.

Oltre a tutto, per essere veramente uniti occorre imparare a lasciare andare. Facendo questo e rinunciando agli impulsi di “possedere” l’altro come se fosse una proprietà privata, ci si potrà impegnare in uno scambio autentico e alla pari.

 

Set
26
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 26-09-2016

Immagine dal web

Ci sono delle affermazioni che gli psicologi non vogliono assolutamente sentirsi dire, come se al solo udirle venisse loro una forte orticaria.

Certo, pensandoci un po’ sono cose che potrebbero far sorridere, ma sul momento non vengono affatto gradite. Ne sento spesso, ora meno perché in fin dei conti, mi concedo sempre, o quasi, di esplicitare cortesemente il mio disappunto. E mi fa sorridere come chi mi conosce bene quasi si diverta ad assistere a questi scambi.

Ora cercherò di farvi un piccolo elenco di quelle frasi che ci infastidiscono tanto.

-          “Vorrei fare una chiacchierata con lei”. Partendo dal presupposto che per chiacchierata si intenda una “conversazione prolungata tra amici, per passatempo”, se andando dallo psicologo o dal terapeuta avete la sensazione di aver vissuto ciò che avete appena letto, allora sappiate che non avete lavorato per nulla ma avete sprecato solo tempo e denaro.Infatti, nello studio di uno psicologo non si chiacchiera, ma il professionista fa uso di uno strumento molto importante ed efficace che è quello del colloquio, una tecnica di studio del comportamento umano atta a raccogliere informazioni, motivare ai fini terapeutici ed informare.

-          “Non vado dallo psicologo perché posso parlare ai miei amici o parenti”. Anche questa affermazione si lega alla prima. Il colloquio psicologico è ben lontano dalla chiacchierata con amici e parenti per i motivi che vi ho elencato sopra e perché quello con lo psicologo è un rapporto unidirezionale dove il professionista è a totale disposizione del paziente, dove tutto si svolge in funzione del suo benessere senza la minima intromissione emotiva. Fenomeno che non avviene in altri tipi di relazioni non professionali.

-          Un’altra affermazione urticante è quando una persona, che non ha nulla a che fare con il tuo lavoro, ad esempio l’amico dell’amico che ti viene presentato il sabato sera al pub, che dopo aver saputo che lavoro fai esclama ingenuamente: ”Aiuto! Adesso mi analizzi?” “Secondo te sono matto??” Mio carissimo amico del mio amico, ma secondo te il sabato sera al pub di fronte ad un drink sto pensando a lavorare o sto pensando a rilassarmi e a godermi un po’ la vita con le persone a cui voglio bene? E soprattutto, pensi che io sia dotata di bacchetta magica per capire in due secondi come tu sia fatto e quale sia il tuo disagio? Ebbene, sappi che così non è…

-          “Il tuo lavoro consiste nello stare seduta ad ascoltare i fatti della gente e non è faticoso”. Come se tutto si riducesse ai cinquanta minuti di colloquio senza nessuna preparazione al di fuori di esso.

-          Passiamo poi a “Con il tuo lavoro dovresti capirmi e accettare ciò che faccio” Si cara mia, con il lavoro che faccio dovrei capire mille cose, ma se tu provi a prendermi a pesci in faccia o a giustificare tutte le tue insensate azioni con la scusa che tanto poi capirei, io non riuscirei a  star ferma a guardare. Piuttosto sollevo i tacchi e me ne vado. Sai com’è? Con il lavoro che faccio, fortunatamente riesco a distinguere le persone negative da quelle positive e a difendermi dalle prime.

-          “Tu non hai problemi.” – In che senso, scusa?- Non è che la specializzazione in psicoterapia mi esuli dai problemi della vita, come a dire che i medici essendo tali non siano a rischio di malattia. Forse sono consapevole delle risorse che ho e riesco ad usarle, ma questo è frutto sicuramente della mia volontà e del lungo e duro lavoro di psicoterapia personale che ho affrontato in prima persona.

-          “Siamo tutti un po’ psicologi!” Questa è una delle mie preferite. Di rimando mi verrebbe da dire che sono un po’ psicologa, parrucchiera, medico, estetista e perché no, anche astronauta! Chi di noi in fondo da bambini non ha sognato almeno una volta di andare sulla luna?

E sapete perché noi psicologi non le vogliamo sentir dire tutte queste frasi che vi ho elencato? Semplicemente perché siamo esseri umani, tanto quanto le persone che le affermano. E perché il nostro mestiere è fatto di peripezie, difficoltà, grossi pregiudizi, anni di investimento economico, energetico e temporale per raggiungere un’adeguata formazione e di percorsi terapeutici individuali molto duri.

-SE TI è PIACIUTO QUESTO ARTICOLO LEGGI ANCHE PSICOTERAPIA E CHIACCHIERE.