Ago
28
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 28-08-2017 e taggato , , ,

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Oggi è l’ultimo lunedì di agosto e a giudicare dai social network alcuni non stanno prendendo bene la cosa..

C’è chi dice che sia già traumatico il lunedì in se’, se poi è l’ultimo di agosto e corrisponde alla ripresa della routine quotidiana da cui per giorni o settimane ci si è allontanati risulta ancora più pesante da vivere.

Spesso la sensazione è quella  di non riuscire a seguire tutti gli  impegni e di essere più fiacchi di prima, soprattutto se ci si mettono disturbi come insonnia, emicrania nervosismo e abbassamento del tono dell’umore. Reazione abbastanza naturale, considerato che corpo e mente hanno bisogno di tempo per rimettersi in moto e desiderano solo non dover rientrare in modo traumatico nel solito vortice quotidiano.

Stiamo parlando di una sindrome da rientro vacanziero che solo nei casi più gravi può protrarsi a lungo. Altrimenti tutto passa nel giro di qualche giorno.

Durante le ferie infatti l’organismo si è adattato pure a livello fisiologico (spegnendo i centri deputati all’elaborazione dello stress), ad abitudini meno stancanti ed esigenti di quelle solite. Quando queste si riprendono improvvisamente, è normale che si impieghi più tempo a recuperare il ritmo.

Lo so che gli impegni lavorativi o i figli piccoli… non aspettano il “dolce risveglio”, ma almeno potete provare, sulla scia del clima vacanziero a stare più con voi stessi e con la voglia di stare bene. Ricordatevi che stare bene dovrebbe essere una condizione di normalità e non un’eccezione. Proprio per questo abbiamo il diritto e il dovere di coltivare il nostro benessere.

Impegnatevi a fare un po’ di attività sportiva e se vi capita, evitate di prendere l’ascensore e fate le scale (anche questo è movimento). Quando potete, concedetevi una pausa anche solo di cinque minuti per rilassarvi e ascoltare la musica che vi piace. Aspettate il fine settimana per organizzare una cena, uscire da casa per svagarvi, concedervi una gita fuori porta.

A poco a poco le energie ritorneranno, intanto aiutiamole come si deve a riemergere e tutti i vostri impegni verranno rispettati come al solito.

Ago
28
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 28-08-2017 e taggato , ,

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Qualche tempo fa un conoscente mi ha parlato di un libro che racconta una storia molto particolare dal titolo “Il banchiere dei poveri” di Muhammad Yunus (1988). L’autore e protagonista del racconto è il fondatore di una banca bengalese, la Grameen, che concede prestiti alle persone molto povere per aiutarle ad avviare delle piccole imprese, senza chiedere loro nessuna garanzia, se non un rapporto basato esclusivamente sulla fiducia. Il banchiere dichiara infatti che tutti abbiano delle enormi risorse, ma che allo stesso tempo per esprimerle abbiamo bisogno della fiducia altrui per credere in noi stessi e per esserne consapevoli.

Se ci riflettiamo è lo stesso meccanismo secondo cui in base alle impressioni che abbiamo di una determinata persona tendiamo sempre a cogliere i segnali che in un certo senso confermino la nostra idea iniziale.

Questo è quello che noi psicologi chiamiamo effetto  Pigmalione o Rosenthal, dal nome dello psicologo tedesco che ne parlò per primo. La prima denominazione invece si rifà alla mitologia greca  che narra di Pigmalione che dopo aver creato una scultura femminile e vedendone la sua enorme bellezza, chiese alla Dea Afrodite di trasformarla in una creatura umana. La dea accettò la richiesta da cui “nacque” Galatea che aveva esaudito le aspettative e speranze di Pigmalione. Quest’ultimo in un certo senso plasmò la personalità e le doti personali della sua sposa, credendo fortemente in esse.

Tornando alla realtà, stiamo parlando anche dell’influenza psicologica per cui gli individui hanno la tendenza a conformarsi all’immagine che gli altri hanno di loro. Un classico esempio, riprendendo gli esperimenti di Rosenthal, è che se gli insegnanti pensano che un bambino sia più o meno capace degli altri, lo tratteranno, anche inconsciamente, secondo la loro convinzione. A sua volta il bambino, facendo suo il punto di vista dell’insegnante, si comporterà in modo tale da conformarsi ad esso.

E’  un fenomeno che avviene sia in senso positivo che negativo (proprio per questo insisto sempre sul fatto che ci dobbiamo circondare di persone che riescano a credere nelle nostre risorse).

Godere della fiducia altrui, in qualsiasi ambito della nostra esistenza, equivale ad avere in mano un potente strumento per arricchirci e poter cogliere diverse opportunità di vita. La carenza di fiducia altrui invece, rende deficitaria la nostra autostima e rischia di crearci frustrazione e immobilismo.

Possiamo quindi sapere che ognuno di noi ha delle enormi risorse e che per poterle portare alla luce possiamo venire aiutati dalla fiducia e dall’incoraggiamento degli altri. Del resto, cosa ce ne faremmo delle persone che non credono in noi?

Ago
14
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 14-08-2017

Un buon Ferragosto a chi è in ferie, a chi è in procinto di tornare a lavoro, a chi le vacanze le ha già concluse da parecchio e a chi ancora non le ha iniziate. A chi le ferie purtroppo le ha “forzate” perchè il lavoro non lo ha più o rischia di perderlo.

Insomma, un buon Ferragosto a tutti quanti, nessuno escluso e un ringraziamento particolare a chi ogni giorno passa di qua e sulla mia pagina di Facebook. A chi condivide i miei post, li commenta, mi scrive dopo averli letti e decide di chiedere un appuntamento in studio perchè finalmente tra una lettura e l’altra trova lo stimolo per affrontare i propri problemi.

Grazie a tutti e vi rimando a settembre con i nuovi post!

Caterina Steri.

Lug
31

Dopo due settimane di pausa lavorativa da domani riprenderò i colloqui negli studi di Cagliari e Nuoro.

Per me l’ideale è fare una pausa ad agosto o a settembre, ma quest’anno per motivi personali non mi è stato possibile, sono quindi a disposizione per tutto il mese per rispondere alle vostre e-mail e telefonate qualora abbiate bisogno di fissare un appuntamento, chiedere informazioni riguardo al mio lavoro (NO SMS – NO CHAT) e per accogliervi nelle mie sedi di lavoro.

Per i nuovi articoli sul blog vi rimando invece al mese di settembre.

Auguro a tutti voi una splendida giornata e un ottimo proseguimento della stagione estiva,

Caterina Steri.

Lug
15
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 15-07-2017 e taggato , ,

Buongiorno a tutti,

vi ricordo che dal 17 al 31 luglio sarò in ferie e quindi sia l’attività in studio che quella sul blog subiranno una pausa per questo periodo.

Tranne che dal 24 al 29 luglio prossimo potete comunque continuare a contattarmi telefonicamente per fissare dei nuovi appuntamenti.

I colloqui in studio riprenderanno regolarmente a partire dal primo agosto.

Auguro a tutti un ottimo fine settimana e dei felici giorni che seguiranno.

A presto,

Caterina Steri.

Come molti di voi sapranno l’estate è la mia stagione preferita.

Sono una di quelle persone a cui piacciono il caldo e le lunghe giornate di sole. Senza parlare poi del forte legame che ho con il mare che mi fa apprezzare ancor di più la stagione in corso.

Siamo ormai a luglio inoltrato e le temperature si mantengono sempre alte,ma  mi viene da dire, nonostante tutto, pure troppo, considerato che il mio fisico e la mia mente devono abituarsi alla calura e aspettare l’arrivo delle ferie per poter riposare.

Penso che per la maggior parte delle persone lo sforzo richiesto per lavorare sia maggiore perché oltre al dover fare i conti con le alte temperature si faccia sentire anche la stanchezza di mesi lavorativi senza interruzione.  Occorrono, quindi, maggiore concentrazione e un buono stato di salute per affrontare al meglio questo periodo. Spesso la stanchezza e l’astenia, il senso di debolezza e fatica che si avvertono anche a riposo si aggravano con il caldo e le energie scarseggiano.

E’ questo un meccanismo fisiologico parecchio comune in quanto l’organismo impiega grosse energie a mantenere costante la  propria temperatura interna, per garantire un funzionamento ottimale di tutti i vari processi che lo tengono in salute.

Ad esempio, i vasi sanguigni si dilatano per disperdere più calore interno possibile, riducendo la pressione arteriosa che fa sentire particolarmente “deboli” e poco reattivi.

Attraverso il sudore vengono persi acqua e sali minerali preziosi per l’efficienza dell’organismo, come il potassio e il magnesio e la perdita di liquidi può causare disidratazione che porta a stanchezza muscolare e difficoltà di concentrazione.

A volte condividere la propria stanchezza e concedersi cinque minuti in più di riposo può essere di aiuto, per non sentirsi del tutto soli in un periodo in cui si può essere giù di tono e per approfittare per rilassarsi un po’.

Chi ha la fortuna di vivere vicino al mare od altri posti di villeggiatura, pur non avendo lunghe ferie può godere anche di poche ore libere per rifocillare mente e corpo. Così come faccio io in attesa di una pausa estiva e godendo della mia amata isola.

Così chiudendo vi informo che mi asterrò per due settimane dall’attività in studio a partire dal 17 luglio e riprenderò a lavorare l’1 agosto per tutto il mese, ad eccezione di qualche giorno a cavallo di Ferragosto.

Potete comunque continuare a contattarmi telefonicamente per fissare nuovi appuntamenti tranne durante la settimana che andrà dal 24 al 29 luglio poiché non sarò reperibile telefonicamente.

Caterina Steri.

Lug
03
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 03-07-2017 e taggato ,

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Viviamo delle relazioni che spesso ci convincono che saranno per sempre e poi per infiniti motivi la realtà potrebbe non corrispondere alle nostre aspettative ponendoci di fronte alla decisione di doverle chiudere. In questi casi le modalità sono diverse. C’è chi interrompe tutti i rapporti con l’ex e chi invece decide di “supportarlo” in questa fase di distacco.

Di una cosa però sono convinta: non possiamo consolare i nostri ex. In fin dei conti siamo noi la causa del loro dolore. Noi e tutto ciò che significhiamo agli occhi e al cuore dell’altro: il fallimento e la fine della storia.

Ma soprattutto, ci siamo mai chiesti perché ci sentiamo in dovere di consolarli?

Per senso di colpa, per avere la coscienza pulita? In fin dei conti si può esser convinti di non aver rispettato il patto d’amore stretto in precedenza.

Per controllare l’altro perché potrebbe infastidirci che riesca a riprendersi in fretta?

Perché serve sapere di piacergli ancora, un po’ come se avessimo bisogno di un piccolo bocconcino quotidiano da fornire all’autostima?

Capita inoltre che pur sapendo di aver fatto la cosa giusta, la paura della solitudine è sempre li che ci accompagna? E allora, dietro la consolazione dell’altro ci concediamo una piccola dose di compagnia. Un po’ come coloro che affermano di aver smesso di fumare nonostante continuino a concedersi ancora una sigaretta al giorno.

Sono davvero tante le motivazioni che ci spingono a consolare le persone che lasciamo, ma nonostante tutto l’utilità di questa dinamica lascia davvero il tempo che prova.

Consolare l’altro significa non dargli la possibilità di voltare pagina, di non illudersi che tutto possa sistemarsi a favore di un ritorno di coppia. Significa che anche per noi la chiusura venga fatta a metà, mettendo in standby un processo a cui abbiamo dato inizio ma che non riusciamo o vogliamo portare avanti. E allora impariamo ad essere degli “egoisti sani” e se davvero siamo convinti della nostra scelta tagliamo quel cordone ombelicale e apriamoci ad un nuovo capitolo della nostra vita permettendo anche all’altro di farlo. Non nascondiamoci dietro alla scusa di rimanere amici. Questo all’inizio non sarà possibile, se non dopo aver imparato ad essere entrambi indipendenti l’uno dall’altro e non in tutti i casi potrà comunque accadere.

Non possiamo prenderci cura dell’altro se non passiamo prima attraverso la cura  del nostro benessere e della nostra autonomia. E non possiamo prenderci cura di chi abbiamo lasciato proprio perché con lui o lei non eravamo felici.

Giu
26
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 26-06-2017 e taggato , ,

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Ultimamente ho diminuito le pubblicazioni sul blog a causa di vari impegni di lavoro e trasferte a Roma per continuare la mia formazione professionale. Senza contare i vari cambiamenti a livello personale degli ultimi mesi.

Mi manca molto poter dedicare più tempo a questo spazio, ma mi rendo conto che pur volendo, non possiamo fare tutto nello stesso tempo. E’ quindi, anche se ammetto che a volte mi costa dover “rallentare” nel fare tutto ciò che vorrei in tempi ristretti, ho capito che in questo momento è meglio così. Anche perché, con il giusto aiuto, ho capito che a volte il termine “rallentare”, non ha solo un’accezione negativa in se, ma  significa “autoregolarsi” sulla base di quelle che possono essere le situazioni di vita che vengono a presentarsi in certi periodi. Ci sono momenti in cui alcune priorità si sostituiscono ad altre e sarebbe quindi una forzatura ignorarle per seguire forzatamente i soliti schemi a cui siamo abituati. Lo so, è difficile farlo, ma forse per riuscirci potremmo considerare come nostra priorità principale ed assoluta il nostro benessere personale, per raggiungere il quale spesso dobbiamo passare attraverso strade diverse. Strade nuove, a cui non siamo abituati ma che sono necessarie per stare bene. Perché a volte quelle solite, che sono state altamente funzionali in passato e magari lo saranno anche in futuro, nel nostro presente potrebbero essere più di intralcio che altro. Non ha senso quindi ostinarci a volerle perseguire. E non ha nemmeno senso lasciarle con l’idea di aver fallito.

Allora, preparandomi a prender sempre più confidenza con le mie nuove priorità, invito anche voi a farlo. Potrebbe essere un processo che intimorisce, ma come si dice, il nostro benessere e la realizzazione dei nostri desideri risiedono sempre dietro alle nostre paure.

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Quando si tratta di social network è possibile perdere la mano. Se si hanno in casa dei bimbi, la tentazione di postarne le foto per mostrarne la bellezza e l’orgoglio nei loro confronti è molto forte. Peccato appunto che si perda la mano, ovvero che si espongano le creature, che oltre a tutto non decidono loro di esser messe su internet, in pubblica piazza. Piazza in cui si possono trovare persone che fanno tanti complimenti e trasmettono tanto affetto, facendo sentire ancora più inorgogliti i genitori delle creature, e persone invece che fanno tutt’altro. Ovvero, individui che rubano le immagini dei bambini per scopi pedopornografici. Purtroppo il pensiero comune può essere che certe cose siano lontane da noi e che i bambini siano al sicuro. In realtà non è così perché con il web le distanze si annullano e tutti possono accedere a quasi tutto.

Interessante al riguardo l’articolo su Tiscali in cui si legge che :“[…] nel 2016 due milioni le immagini – di minori sul web – censite, quasi il doppio rispetto all’anno precedente”. A segnalare il pericolo è il Garante della privacy, Antonello Soro, nella Relazione annuale al Parlamento. “Fonte involontaria (per la pedopornografia) – sottolinea Soro – sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli”.

Soprattutto quelle dei bambini in spiaggia o in piscina, dove sono seminudi, attirano i malintenzionati e non solo per essere guardate. Immagini che finiscono nel cosiddetto dark web, la parte più nascosta di Internet a cui si accede tramite password, notoriamente usata anche per attività illegali, come il commercio online di sostanze stupefacenti, armi, codici di carte di credito, traffici di foto per pedofili. Un mondo virtuale isolato, organizzato in modo tale da esser difficile capire chi possa accedervi.

I genitori stessi possono essere quindi fonte involontaria per il traffico di materiale per pedofili.

Gli stessi strumenti di privacy, che spesso non si conoscono del tutto potrebbero non bastare per garantire la sicurezza dei minori.

Purtroppo le intenzioni di alcuni estranei non coincidono con quelle dei genitori che usano i social network come una sorta di album di famiglia non cartaceo. Proprio per questo non è il caso di cadere nella tentazione di esporli virtualmente. Senza tenere conto anche del fatto che si possono dare informazioni diverse sulla vita dei figli (la scuola e la palestra che frequentano), e sulla famiglia in generale,(che è fuori per le vacanze e che ha lasciato la casa incustodita).

Il mondo dei social piace, ha una miriade di vantaggi, aiuta a connettersi con le altre persone, i like contribuiscono in un certo senso a rinforzare l’autostima personale, ma presenta anche tanti aspetti negativi che possono sfuggire al proprio controllo. Per questo è meglio essere informati e fare prevenzione. Meglio prevenire situazioni di pericolo per i bambini che da soli non possono difendersi e di cui non ne hanno consapevolezza. Meglio lasciare vedere le loro foto alle persone a cui in altri tempi si avrebbe mostrato con orgoglio l’album cartaceo dei piccolini.

Ogni anno succede che con l’arrivo della calda stagione aumentino i problemi di ansia e gli attacchi di panico. Essi sono assolutamente curabili in diversi modi tra cui la psicoterapia. In alcuni casi i medici prescrivono una terapia farmacologica per tenere sotto controllo i sintomi. Ma se i farmaci non vengono associati ad un percorso psicoterapeutico che aiuti il paziente a gestire concretamente il problema e quindi a non averlo più, una volta che si smette di assumerli l’ansia nella maggior parte dei casi fa di nuovo capolino.

E’ come quando si ha mal di denti a causa di una carie. Se prendiamo ogni giorno gli antidolorifici potremo evitare di sentire dolore, ma se non togliamo il problema alla radice, appena finirà l’effetto dei farmaci il dolore tornerà. Se si decide di togliere la carie e curare per bene il dente, il problema passerà e non si avrà più bisogno dei farmaci; se invece si decide di tenere la carie, si è costretti ad aumentare le dosi degli antidolorifici e a diventarne schiavi.

Nei casi più gravi i disturbi d’ansia possono diventare invalidanti. Tanti ad esempio non riescono ad uscire più da casa, a stare soli oppure in mezzo alla folla o nei luoghi “chiusi”. L’evitamento di tutte queste situazioni non fa altro che aumentare e fomentare il disturbo che in questo modo si autoalimenta. Più ci si comporta da malati, più si diventa malati.

Tutto questo può già causare un’ansia anticipatoria (la paura di avere un attacco di ansia, che è spesso costituisce di per sé lo scatenarsi dell’ansia stessa).

Non è casuale che in questo periodo ci sia un aumento dei disturbi di ansia in quanto le condizioni climatiche estive (afa, umidità e in alcuni casi anche l’inquinamento), contribuiscono alla creazione di situazioni che possono essere facilmente scambiate con i sintomi tipici dell’ansia: eccessiva sudorazione, capogiri, spossatezza, sensazione di respirare male, di soffocamento, fame d’aria, svenimento, debolezza, tachicardia, sensazione di testa vuota, sbandamento.

Se non riconosciuti come effetti tipici della calura estiva, questi disturbi possono fomentare un circolo vizioso che alimenta lo svilupparsi della sintomatologia ansiosa.

Ne sono vittime più di tutte le persone già predisposte a questo genere di disturbo, ma in alcuni casi anche quelle che non hanno mai avuto esperienze di questo genere.

Quando ci si rende conto di non riuscire a gestire l’ansia o la paura che si presenti è meglio chiedere l’aiuto di un terapeuta così da imparare a riprendere il controllo sulla propria vita.

L’ideale sarebbe farlo prima di raggiungere situazioni di estremo malessere e paura, ma spesso le persone sottovalutano i fenomeni ansiosi pensando di poterli risolvere da sole e ritenendo superfluo e poco “dignitoso” richiedere l’aiuto altrui oppure pensano che una cura psicologica non sia altrettanto importante quanto una di carattere prettamente medico.

La guarigione dipende molto dalla gravità e durata del problema e dalle esperienze di vita che hanno contribuito a scatenarlo, ma in ogni caso può essere risolta.