Dic
18

STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI

Ogni tanto mi piace segnalare sul mio blog qualche libro che trovo particolarmente interessante e che mi colpisce. Oggi vorrei parlarvi di un testo che tanto  mi intriga dal titolo Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo.

Spesso e volentieri ho ribadito come il problema delle dipendenze affettive può trovare le sue radici nella convinzione che le donne debbano per forza “venire salvate da un principe azzurro per poter vivere felici e contente”. Sono messaggi che abbiamo ricevuto sin dalla più tenera età, se ci pensate bene. Dopo le favole classiche ci è anche stato detto che l’amore non è tale se non fatto di sofferenza e sacrifici. E a furia di sentircelo dire la maggior parte di noi ci ha creduto e ha cercato inevitabilmente quel tipo di relazione sofferente, in alcuni casi drammatica.

Per fortuna le cose negli ultimi anni stanno cambiando e alle classiche storie del principe azzurro senza le quali siamo destinate a vivere recluse su una torre assediata da un drago o a lavare pavimenti per persone crudeli, si accompagnano quelle in cui le donne hanno tutta la possibilità di riscattarsi nella vita, permettendosi anche di innamorarsi, non per essere salvate, ma semplicemente per vivere felicemente il sentimento dell’amore.

Storie della buonanotte per bambine ribelli è un libro che ha fatto discutere parecchio in cui si racconta di  “100 vite di donne straordinarie” raccontate in versione semplificata, come fossero storie della buonanotte. Io personalmente la trovo un’idea ammirevole, forse non perfetta visto le varie discussioni contrarie scaturite, ma pur sempre un tentativo di cambiamento rispetto al solito, che non fa mai male.

Fa discutere perché vuole affrontare la differenza di genere in chiave femminista. Un po’ paradossale, sicuramente. E molti si sono proprio chiesti perché sia dedicato esplicitamente solo alle bambine e non anche ai bambini?

Un’altra critica molto forte è che tra le cento donne di cui si parla ci sia anche Margaret Thatcher descritta come “ammirevole”, nonostante le sue scelte abbiano pesato gravemente sul suo paese.

La nota positiva è che il successo delle vendite di questo libro sia dovuto al tentativo di superare dei pregiudizi, luoghi comuni, discriminazioni.

Per carità, può essere discutibile per alcuni, per altri molto riduttivo, ma il tentativo penso sia un progetto assolutamente positivo.

Oltre a tutto non è scritto da nessuna parte che anche i maschietti non possano usufruire di queste storie. E ricordiamoci poi che con una mediazione accurata da parte di noi adulti possono esser date ai bambini tante e sensate spiegazioni. I bambini sono soliti fare mille domande e un libro del genere non può altro che stimolare la loro curiosità e aprire le loro menti. La cosa fondamentale è imparare ad accompagnarli in questo percorso quotidiano.

 

 

 




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