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IN CONTINUA FORMAZIONE

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 09-10-2017 e taggato , , , ,

Due giorni fa mi trovavo all’Hotel Regina Margherita di Cagliari per partecipare al “Workshop Concettualizzazione del caso e pianificazione terapeutica con EMDR” tenuto dalla Dott.ssa  Isabel Fernandez, Presidente dell’Associazione EMDR Italia ed EMDR Europe.

Anche questa è stata un’interessante esperienza, che mi ha arricchito di concetti e nuovi spunti da riportare in studio durante il mio lavoro clinico.

Lo stesso piano d’azione per la Salute Mentale 2013/2020 previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità dona sempre più risalto all’influenza delle esperienze traumatiche nella vita delle persone. “Il trauma – infatti –  è il risultato mentale di un evento o una serie di eventi improvvisi ed esterni in grado di rendere l’individuo temporaneamente inerme e di disgregare le sue strategie di difesa e di adattamento” (OMS, 2002). Gli eventi traumatici non elaborati in modo adattivo condizionano negativamente nel tempo la quotidianità delle persone perché rimangono intrappolati nel cervello senza potersi integrare con i vissuti positivi di cui la persona ha fatto esperienza.

Il DSM5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) parla di una prevalenza di eventi traumatici nelle persone con disturbi mentali e del ruolo del trauma stesso come fattore di rischio, precipitante o che tiene in piedi lo stesso disturbo.

Il Manuale, nella sua quinta versione, espone nuovi legami tra esperienze passate traumatiche e disturbi mentali, oltre a quelli già identificati precedentemente. Ad esempio un’incidenza di esperienze infantili avverse nella Depressione Maggiore, perdita o separazione dei genitori nella Distimia, stress, traumi interpersonali nel disturbo disforico premestruale. Solo per citarne alcuni.

Per traumi non intendiamo solo lutti, calamità naturali, abusi, ma anche carenze affettive e di accudimento dalle figure genitoriali nell’infanzia o situazioni di estrema povertà.

Risulta quindi parecchio efficace integrare il lavoro della psicoterapia strategica integrata con il metodo dell’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing), basato sulla desensibilizzazione e rielaborazione degli eventi traumatici che sono diventati causa del sintomo stesso attraverso i movimenti oculari. 

Nato a fine degli anni ’80 l’EMDR è stato utilizzato per il trattamento del trauma e poi esteso anche alle problematiche legate allo stress: la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto, i sintomi somatici e le dipendenze.

E’ un metodo scientificamente provato applicabile a tutte le fasce di età, che attualmente viene usato da terapeuti sparsi in tutto il mondo, me compresa, e documentato attraverso vari studi neurofisiologici.

Proprio per tutti i motivi di cui vi ho scritto sopra, rimane in me sempre vivo l’interesse a continuare a formarmi e a crescere professionalmente. Esistono infatti tantissimi metodi efficaci e ben confermati dalla scienza, da integrare alla psicoterapia per aiutare gli individui a trovare e ritrovare il benessere che per un qualsiasi motivo sia loro mancato. Ricordiamoci infatti che fin dal 1948, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la salute è “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità”. Proprio per questo abbiamo il dovere di prendercene cura in tutti i suoi aspetti.

 



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