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Il METODO EMDR, UN PREZIOSO STRUMENTO IN AIUTO ALLA PSICOTERAPIA

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 03-04-2017 e taggato , , , , , ,

Ultimamente sono stata molto impegnata nel coltivare una nuova esperienza professionale, che già da anni mi ha affascinato ma che per un motivo o per l’altro ho dovuto sempre rimandare.

Mi riferisco al metodo dell’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing), basato sulla desensibilizzazione e rielaborazione degli eventi traumatici attraverso i movimenti oculari.

Nato a fine degli anni ’80 l’EMDR è stato utilizzato per il trattamento del trauma e poi esteso anche alle problematiche legate allo stress: la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto, i sintomi somatici e le dipendenze.

E’ un metodo scientificamente provato applicabile a tutte le fasce di età, che attualmente viene usato da terapeuti sparsi in tutto il mondo, me compresa, e documentato attraverso vari studi neurofisiologici. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto in modo ufficiale l’EMDR come un trattamento efficace per il trattamento di traumi psicologici e del disturbo post traumatico da stress.

Esistono diversi tipi di trauma, da quelli maggiori come una violenza subita, lutti improvvisi, attentati, terremoti e altri che possiamo patire senza nemmeno renderci conto che siano tali, ad esempio un’umiliazione subita o delle brusche relazioni con delle persone significative durante l’infanzia.

Tutte le persone reagiscono a modo loro ad eventi del genere, anche dopo anni, spesso sviluppando sintomi di diversa natura, perché il ricordo del trauma viene immagazzinato in memoria in modo disfunzionale, dando appunto delle conseguenze disagianti e patologiche,come ad esempio crisi di ansia. Tali sintomatologie non vengono sempre attribuite a quei traumi “antichi”, ma a delle situazioni precipitanti che hanno fatto esplodere il malessere. Ad esempio, la fine di una relazione, il licenziamento, un’esperienza sessuale andata a male possono dare il via ai sintomi, che sicuramente trovano le loro radici in tempi passati.

E’ stato dimostrato scientificamente, oltre che a livello emotivo e fisico (il classico nodo alla gola, nausea continua, mal di stomaco, rush cutanei, disturbi sessuali), che le conseguenze di ricordi traumatici immagazzinati nella memoria in modo disfunzionale possono manifestarsi anche a livello cerebrale attraverso un volume ridotto sia dell’ippocampo che dell’amigdala.

Gli eventi traumatici non elaborati in modo adattivo condizionano negativamente nel tempo la quotidianità delle persone perché rimangono intrappolati nel cervello senza potersi integrare con i vissuti positivi di cui la persona ha fatto esperienza.

Con l’ausilio dell’EMDR lo psicoterapeuta individua i ricordi o le  immagini traumatici, effettuando su di essi uno specifico lavoro di rielaborazione attraverso l’uso di specifici protocolli ad hoc che si basano sulla stimolazione bilaterale dei lobi cerebrali: un movimento delle dita da seguire con gli occhi o un tamburellamento sulle mani o ginocchia del paziente.

Da esami specifici si può vedere come “intervenire direttamente sull’elaborazione di questi eventi traumatici abbia un effetto anche nella neurobiologia del nostro cervello” (emdr.it) Infatti le ricerche dimostrano che “prima del trattamento EMDR nel cervello si attivano durante la rievocazione del trauma le aree limbico emozionali, mentre dopo il trattamento si attivano le aree cognitive” facendo si che il ricordo traumatico venga vissuto in modo più distaccato e senza lo stravolgimento emotivo di cui era caratterizzato fino al momento del trattamento.

L’EMDR accompagna la psicoterapia, è uno strumento in più, proprio per questo deve essere usato da personale specializzato.

Per maggiori informazioni vi rimando al sito ufficiale dell’EMDR in Italia, www.emdr.it in cui potete documentarvi ampliamente e trovare l’elenco degli psicoterapeuti a cui potete rivolgervi qualora crediate che possa aiutarvi un lavoro specifico con questo metodo.

 



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