Feb
13

Lo amo ma voglio tenere i miei spazi: stralci terapeutici

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 13-02-2017 e taggato ,

” Oggi sono arrabbiata con me stessa. Terribilmente arrabbiata. Perché? Perché ho rinunciato ad un pomeriggio di relax e libertà che da tempo aspettavo.

Io e il mio lui, dopo tanto tempo ci eravamo programmati un fine settimana di pausa da lavoro e doveri vari… poi è sopraggiunto un imprevisto, di quelli che non potrebbero decidere giorno migliore per presentarsi.

Lui avrebbe dovuto assentarsi per qualche ora, che poi si è trasformato in tutto il pomeriggio. Io avrei potuto, nonostante il cambio di programma, organizzarmi in modo diverso rispetto al progetto originario pur di difendere il mio tanto agognato relax.

Invece, presa da uno stato confusionale caratterizzato dallo scontro tra rimasugli di ancestrale senso di colpa e dispiacere per non poter stare con lui, decido di accompagnarlo al suo impegno.

E mentre eravamo in auto già mi mordevo le mani e mi dicevo di essere stata una cretina.

Sentivo montare velocemente la rabbia verso me stessa perché, senza che nessuno me lo avesse chiesto, mi ero bruciata il mio pomeriggio di libertà.

Vista così potrebbe sembrare una cosa da poco, ma per me tutto questo ha un significato fondamentale. Tante volte mi sono ripromessa di non rinunciare ai miei spazi per lui, o meglio, per delle cose per cui non sia davvero necessario farlo.

Lui non mi ha mai chiesto di farlo, anzi, mi ha sempre stimolata nell’essere libera ed indipendente, anche se, soprattutto per questioni di lavoro spesso ho dovuto aspettarlo. Lunghe attese in luoghi a me sconosciuti in cui non conoscendo nessuno, inizialmente, mi trovavo a dover aspettare che lui finisse di lavorare per poter parlare con qualcuno. Poi la situazione migliorava perché riuscivo a crearmi una rete sociale mia, ma le attese erano sempre lunghe.

Ci amiamo tanto e amiamo la nostra relazione, forse anche perché ci rispettiamo, rispettiamo i nostri spazi e le nostre relazioni al di fuori di noi due. E forse è per questo che mi sono arrabbiata, perché sono stata io la prima a non rispettare l’accordo fra noi.

Ne ho parlato con lui, siamo anche finiti a ridere della cosa, ma mi sono ripromessa di non farlo più.

Lo devo a lui e a me stessa. So’ di essere imperfetta, lo siamo entrambi, so anche che insieme riusciamo a dare libera espressione alla parte migliore di noi e ringrazio ogni giorno di avere un tale rapporto. Proprio per questo non voglio che diventi una rinuncia, sopratutto se non necessaria. La vivo come un continuo dare e ricevere reciproco, un continuo donarsi, non imolarsi.

E grazie a tutto questo so che non serve sacrificarsi in situazioni tali.

Ho voluto portare questo episodio in terapia perché dire a voce alta ciò che è successo mi aiuta ad elaborarlo meglio e implica la stesura di una sorta di contratto con me stessa che mi obbliga a tenere sempre a mente la qualità del mio rapporto, raggiunto dopo diverse situazioni incastranti che non voglio più rivivere.”

(DA UNO DEI MIEI COLLOQUI TERAPEUTICI)



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