Lug
25
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 25-07-2016

Come per ogni calda estate che si rispetti, dopo un lungo periodo di lavoro senza interruzioni, finalmente anche per me sono arrivati i giorni di ferie. In questa settimana e nella prossima non effettuerò nessun colloquio in studio, ma riprenderò a lavorare da lunedì 8 agosto, in attesa di una successiva settimana vacanziera a settembre.

Per quanto riguarda invece il blog, vi lascerò in compagnia degli oltre quattrocento articoli per tutto il mese di agosto e vi rimando per quelli nuovi direttamente a settembre. So che può sembrare una lunga pausa, ma mi pare piuttosto necessario per me e per il mio lavoro approfittare di queste settimane per riposare la mente, godermi uno splendido mare e dar spazio alla nascita di nuove idee professionali.

Potete comunque continuare a seguirmi qui e nella mia pagina Facebook e per chi volesse fissare un appuntamento potrà contattarmi SOLO ED ESCLUSIVAMENTE TRAMITE TELEFONATA al numero 3207297686. I messaggi e le chat non verranno considerate. Se non doveste trovare risposta immediata verrete ricontattati entro la fine della giornata, o al massimo il giorno successivo.

Vi ringrazio per la costante presenza nel blog, su Facebook e Twitter e vi auguro uno splendido agosto.

Caterina Steri – Gocce di psicoterapia - 

Lug
21
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 21-07-2016

Quando si tratta di questioni lavorative preferisco sempre non comunicare tramite messaggi o chat perché vi vedo più aspetti negativi che positivi. Ad esempio, si possono perdere gran parte delle caratteristiche tipiche delle conversazioni a voce. Con la telefonata si evita anche di contattarsi a vicenda agli orari meno indicati. Inoltre già la chiamata è l’inizio del percorso stesso, il primo passo esplicito verso la richiesta di aiuto.

Do’ sempre priorità alle chiamate telefoniche e richiamo sempre entro la fine della giornata lavorativa qualora non possa rispondere immediatamente.

Solitamente l’attesa per un primo colloquio va da una a due settimane. Alcuni mi chiedono tempi molto più ristretti, ma capite che non sia logisticamente possibile.

Oltre al lavoro da psicoterapeuta richiedono tempo anche gli altri incarichi professionali, gli articoli per il blog e le giornate di formazione. Inserire degli appuntamenti il giorno stesso della richiesta è molto difficile, in quanto solitamente le giornate sono già tutte programmate.

Sono molto contenta di lavorare intensamente, a discapito di chi dice che non si vive di psicoterapia.  Se a volte non rispondo subito alle telefonate o alle e-mail è perché nel mentre mi sto dedicando a qualcun altro. Vi chiedo quindi di pazientare qualora abbiate necessità di avere delle informazioni o per fissare un appuntamento e di chiamarmi direttamente al 3207297686 da un numero visibile in modo tale da potervi ricontattare entro la fine della giornata.

La modalità di richiesta dei colloqui può avvenire solo ed esclusivamente attraverso una chiamata telefonica al 3207297686 a cui ci si può rivolgere dal lunedì al sabato (festivi esclusi).  I messaggi non avranno nessun tipo di risposta. Inoltre, dovrà essere direttamente la persona interessata a fissare un appuntamento e non terzi, fatta eccezione per i minorenni per i quali è obbligatorio avere  il consenso di entrambi i genitori.

Scritto questo, riprendo il resto del mio lavoro e vi auguro una splendida giornata.

 

Lug
18
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 18-07-2016

Le critiche fanno male, sia che arrivino da estranei sia che arrivino da persone vicine.

Le reazioni più comuni ad esse sono la difensiva, la giustificazione, la spiegazione affrettata, quindi non ragionata, oppure risposte di sufficienza che vorrebbero dare l’impressione di non esserne stati “sfiorati”.

Più difficilmente abbiamo la prontezza e il sangue freddo per chiedere delle spiegazioni rispetto ad esse, per valutare quanto ci abbiano toccato nel profondo e quanto possano tangere l’autostima personale. Un’osservazione critica ha la capacità di rimanere impressa nella mente più a lungo di un complimento. Forse ciò che più fa male nel riceverla non è tanto il suo contenuto, quanto la modalità di espressione.

Quotidianamente ci ritroviamo ad essere oggetto di critiche e a rivolgerle verso qualcun altro, incapaci di dar loro un aspetto costruttivo e di trasformarle in elementi da cui trarre spunto per poter migliorare se stessi e le situazioni circostanti.

Riuscire ad accettare le critiche con fermezza ci aiuta anche a capire quanto possano essere legittime e in caso di risposta positiva a chiedere cosa si potrebbe fare per migliorarsi. Ci aiuta cioè ad essere più propensi e motivati nei confronti di un cambiamento positivo. Non riuscire ad accettarle favorisce dall’altra parte la chiusura e l’irrigidimento.

Processo sicuramente molto difficile da mettere in atto, soprattutto per le persone particolarmente orgogliose che le critiche le accettano di malo modo o forse le respingono direttamente.

Un’altra motivazione per cui sarebbe meglio riuscire ad accettare le critiche è che le persone con cui ci rapportiamo possono notare in noi aspetti contestabili e migliorabili che da soli non vedremmo mai, per tutta una serie di questioni personali ed emotive che spesso tolgono lucidità al nostro punto di vista.

La situazione ideale sarebbe quella di non riceverle per nulla, ma avere solo delle dichiarazioni assertive rispetto a ciò che abbiamo fatto o pensato.

Non tutti però riescono a comunicare in modo assertivo, soprattutto quando ci sono le emozioni di mezzo. Meglio quindi organizzarsi per riuscire a far fronte a delle critiche in modo costruttivo per se stessi, nonostante queste per la maggior parte delle volte abbiano una connotazione “distruttiva”.

Come fare? Vi chiederete voi.

Innanzitutto bisognerebbe imparare a contestualizzarle, chiedere spiegazioni chiare su di esse e magari qualche consiglio su come potersi migliorare.

Cercare di dare importanza non solo al modo in cui le abbiamo ricevute, ma anche al loro contenuto che spesso passa in secondo piano.

Prendersi poi del tempo per riflettere su di esso e cercare di pensare con la propria mente a cosa attuare per correggersi, qualora sia veramente necessario.

Una riflessione personale, fatta prendendosi del tempo, aiuta anche a non essere totalmente dipendenti dal giudizio altrui, pur imparando a tenerne conto.

 

 

Lug
14
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 14-07-2016

Nel 2006, quando mi iscrissi alla Scuola di Psicoterapia Strategica Integrata di Roma ebbi la fortuna di conoscere delle persone, mie compagne di corso, e docenti fantastici, competenti e innamorati del lavoro che stavano andando ad insegnarci.

Ebbi inoltre la fortuna di poter vivere Roma, sede della scuola, non più solo come turista, ma attraverso gli occhi e le esperienze di chi la Capitale la viveva da sempre o di chi aveva deciso di farne la propria casa e di far entrare anche me in quelle accoglienti mura domestiche.

Tra queste persone ne incontrai una in particolare che poi è entrata a far parte non solo della mia vita professionale ma anche di quella personale, diventando giorno dopo giorno una delle mie amiche più care e compagna di tante importanti vicissitudini di quelle che la vita ti pone di fronte duramente, quando meno te le aspetti e di quelle che cerchiamo noi stessi con caparbietà e sacrifici. Insomma, esperienze positive e negative in cui comunque io e la mia compagna di viaggio, nonostante ci fosse il mare a separarci, siamo riuscite a vivere insieme, come se la distanza non avesse e non abbia quasi importanza, se non nei momenti in cui un abbraccio verrebbe voglia di darselo di persona.

Perché vi scrivo tutto questo? Perché oggi voglio presentarvi l’ultimo lavoro della mia collega e amica Marika Zurzolo che sicuramente interesserà parecchio anche voi lettori di Gocce di psicoterapia.

Vi voglio presentare psicoterapiaduepuntozero il blog “cugino”, chiamiamolo così, di quello che state leggendo in questo momento che tratta di vari argomenti psicologici e della Psicoterapia Strategica Integrata vista e vissuta dalla cara collega romana di acquisizione, con tanta accattivante  professionalità.

psicoterapiaduepuntozero è nato proprio con l’obiettivo di sfatare in un certo senso tanti dei pregiudizi che esistono nei confronti della nostra professione, di “avvicinare e mettere in connessione le persone con un nuovo modo di pensare alla psicoterapia, non necessariamente identificata con l’idea di cura da una malattia, ma piuttosto come una possibilità di promozione del benessere psicologico incentrata sul cambiamento, sulla ristrutturazione di visioni del mondo, sul ruolo attivo che ognuno di noi gioca nella propria vita.”

Detto questo, vi rimando al link del blog e alla relativa pagina di Facebook  dove potrete approfondire la conoscenza virtuale con la collega e troverete tutti vari contatti nel caso abbiate bisogno di una brava psicoterapeuta ed esperta di disturbi sessuali nelle sedi di Roma e Latina.

Io intanto continuerò a condividere con la mia preziosa compagna di viaggio ciò che la vita personale e professionale ci riserverà, facendole tanti auguri per la sua nuova esperienza da blogger.

Caterina Steri – Gocce di psicoterapia

 

Lug
11
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 11-07-2016

“Nell’esercizio della professione di psicologo non c’è spazio per la pratica dell’omofobia; o si è psicologo o si è omofobo. Credere di poter fare tutti e due è roba da chi ha seriamente bisogno di andare dallo psichiatra. -Jean Paul Malfatti-

In questa calda giornata d’estate, facendo un salto qua e là per il web sono nuovamente finita a scorrere le parole che avete letto sopra. Niente di più vero, direi, proprio per questo ho deciso di ospitarle nel mio blog, soprattutto per cercare di schiarire le idee a chi ancora non le ha chiare rispetto a ciò che si fa in uno studio di psicologia e psicoterapia.

Buona giornata cari lettori di Gocce di psicoterapia.

Lug
07
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 07-07-2016

immagine dal web

Buongiorno cari lettori di Gocce di Psicoterapia,

da oggi vorrei segnalarvi la nuova rubrica del portale di Tiscali dal nome milleunadonna.it il nuovo sito verticale dedicato alle donne che va a sostituire il canale lifestyle.tiscali.it. rinnovandosi e ponendo l’accento su varie tematiche, tra cui quelle di psicologia.

Potrete continuare a leggere i miei articoli anche qui, nella mia personale rubrica.

Spero sia di vostro gradimento, così come lo è stato per me.

Grazie alla redazione di Tiscali per avermi dedicato questo spazio e un in bocca al lupo per questo nuovo progetto di rinnovamento.

Buona lettura e buona giornata a tutti voi,

Caterina Steri.

Lug
04

Quando in una relazione si da priorità esclusiva alla soddisfazione dei bisogni personali piuttosto che creare un equilibrio di coppia in cui vengono curate le esigenze di entrambe le parti il rischio potrebbe essere quello di creare un terreno fertile per il tradimento.

Non tutte le persone sono portate a tradire, ma alcune si e proprio queste ultime cercano un apparente consolazione fuori dal rapporto a due. Un rapporto che è venuto a mancare di significato, in cui spesso i componenti si sentono estranei l’uno nei confronti dell’altro.

Il tradimento rappresenta infatti l’espressione del disagio e della insoddisfazione della coppia, il bisogno di fuggire, di ricercare la sensazione di poter essere compatibili con un altro individuo.

Sono diversi i fattori che possono portare a tradire: intrecci tra il periodo evolutivo della coppia, la fase della vita di chi la compone e la capacità di affrontare e risolvere i problemi in modo costruttivo.

Si può essere infedeli perché incapaci di passare dalla fase dell’innamoramento a quella dell’amore, per noia oppure perché ci si è realmente innamorati di un’altra persona. Oppure c’è chi lo è per vendicarsi del partner, per mancanza di comunicazione, insoddisfazione sessuale, perché soffocati dalla gelosia dell’altro, oppure perché trascurati.

Tutte le coppie reagiscono in modo diverso alla scoperta di un tradimento, c’è chi riesce a perdonare e chi no. C’è chi si rende conto che aver tradito coincide con la fine del rapporto e lo interrompe. Chi si illude di poter andare avanti nella relazione, ma in realtà continua ad essere infedele.

Quello che è certo è che il perdono di un tradimento richiede una profonda elaborazione interiore, come quella di un lutto. In realtà il tradimento è esso stesso un lutto perché vengono a mancare la fiducia e la tranquillità di potersi affidare al partner. Viene anche a mancare l’immagine che si era fatta dell’altro e della coppia. Tutte perdite che per essere recuperate hanno sicuramente bisogno di un nuovo inizio, di una rinascita. In molti casi si prova a perdonare soprattutto per la paura della perdita dell’altro, anche se ha tradito. Non tutti però riescono a farlo, o per lo meno, sono disposti a concedere una seconda occasione.

Sta di fatto che una rinascita è sempre necessaria, anche quando si decide di interrompere la relazione. Occorre infatti una nuova nascita personale, che conceda al tradito di poter avere nuovamente fiducia negli altri, nelle relazioni e verso se stesso. Soprattutto verso se stesso perché scoprire di essere stati traditi mina fortemente l’autostima e la capacità di vedersi come persone degne di un rapporto sano e di qualità. Il tradimento inoltre causa forte rabbia e frustrazione, origine spesso di mancanza di lucidità. Tanti infatti, in preda a queste emozioni si stupiscono delle reazioni personali e delle decisioni che prendono. Perdono di vista il tentativo di riprendere in mano l’amore verso se stessi perché fagocitati da stati emotivi travolgenti.

Occorre quindi un importante lavoro interiore per capire davvero cosa si vorrebbe fare di un rapporto, superare la rabbia e il dolore e sviluppare strategie ad hoc per risolvere i momenti di crisi.