Ago
31
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 31-08-2015

Buongiorno,

con il post di oggi vi comunico che fino al 20 settembre tutte le mie attività professionali verranno interrotte per le ferie. Anche nel blog e nella pagina Facebook non verranno pubblicati nuovi post.

Vi lascio comunque in compagnia dei numerosi articoli qui presenti.

Finalmente le ferie sono giunte anche per me e ho deciso di dedicare le prossime settimane a rigenerare la mente e lo spirito, alla mia vita privata e alla conoscenza di nuovi luoghi da me ancora sconosciuti!

Per prendere nuovi appuntamenti in studio potete contattarmi telefonicamente a partire dal 17 settembre prossimo, nei giorni prima non sarà garantita una risposta immediata a causa di problemi di ricezione.

Vi auguro dei giorni sereni e vi do appuntamento con un nuovo articolo fra tre settimane.

Un virtuale abbraccio,

Caterina Steri.

Ago
27
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 27-08-2015

Immagine dal web

Quella di oggi è una ricorrenza importante per Gocce di psicoterapia perché festeggiamo i dieci milioni di ingressi al blog!

Mi sorprende e soddisfa vedere la cifra sullo schermo della home page e mi fa tornare indietro nel tempo al marzo del 2011 quando mandai in linea la mia idea.

Ci misi un po’ a decidere nonostante venissi spinta da chi allora seguiva e supervisionava il lavoro di neoterapeuta. Da allora il blog è diventato una costante nella mia quotidianità! Da qui sono nate nuove idee, come la pagina su Facebook (anch’essa tanto seguita!),  l’account su twitter, o la rubrica  Lifestyle di Tiscali. Tanti pazienti mi hanno scelto perché colpiti e interessati dai miei post, o mi hanno scritto semplicemente per condividere la loro esperienza.

Il blog non smette di render viva la mia professione e lo scambio con le persone. Inevitabilmente quindi ho sentito l’esigenza di condividere con voi l’importante tappa dei 10 milioni di ingressi, per ringraziarvi e per darvi appuntamento al raggiungimento di altre grandi tappe!

Un abbraccio virtuale di ringraziamento a chi ha creduto nel progetto e ha deciso di farne parte con le visite, i commenti, le e-mail, i lavori in studio.

Caterina Steri.

Ago
24
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 24-08-2015

In riferimento all’articolo sul rapporto tra genitori e figli, oggi vi invito a leggere delle parole a me tanto care. Quelle del poeta Gibran che nel suo capolavoro “Il Profeta”, si rivolge ai genitori e spiega loro chi siano davvero i figli.

Leggo spesso Gibran e spero sempre di potermi ispirare alle sue parole sia per la mia vita professionale che personale. Voi che ne pensate?

Buona lettura a tutti.

I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa. Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.

E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.

Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri. Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime. Perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi.

Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.

L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere. Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.

In riferimento all’articolo sul rapporto tra genitori e figli, oggi vi invito a leggere delle parole a me tanto care. Quelle del poeta Gibran che nel suo capolavoro “Il Profeta”, si rivolge ai genitori e spiega loro chi siano davvero i figli.

Leggo spesso Gibran e spero sempre di potermi ispirare alle sue parole sia per la mia vita professionale che personale. Voi che ne pensate?

Buona lettura a tutti.

I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa. Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.

E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.

Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri. Perché essi hanno i propri pensieri.

Potete offrire dimora ai loro corpi, ma non alle loro anime. Perché le loro anime abitano la casa del domani, che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercare di renderli simili a voi.

Perché la vita non torna indietro e non si ferma a ieri.

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.

L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.

Lasciatevi piegare con gioia dalla mano dell’Arciere. Poiché così come ama la freccia che scocca, così Egli ama anche l’arco che sta saldo.

Se vuoi approfondire l’argomento sulla genitorialità clicca quì.

Ago
17
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 17-08-2015

Sempre più mi ritrovo ad affrontare per motivi professionali e personali quali siano le differenze tra innamoramento e amore.

Lo stesso Molierè nel Don Giovanni disse: “C’è qualcosa di inesprimibilmente affascinante nell’innamoramento, ma non è una condizione che dura a lungo”.

In tanti non sanno che tra i due concetti ci sia una differenze, tant’è che alcuni li usano come sinonimi.

Prima dell’amore arriva l’innamoramento. Se a quest’ultimo non segue l’amore, allora si parla di cotta, che si basa sulla fantasia, emozioni, immaginazione e che provoca una sorta di perturbamento psicofisico.

L’innamoramento è dato dalle pulsioni, dall’istinto, dall’attrazione. E’ un’esperienza temporanea in cui chi ne è coinvolto cerca di fondersi con l’altro e può portare a comportamenti regressivi (basti pensare ai nomignoli con cui ci si chiama!).

E’ anche sognare e idealizzare l’altro che pare soddisfare e sfamare ogni nostra esigenza. Il cervello si ritrova in un turbinio di produzione di endorfine, che fanno stare bene, ingigantiscono gli aspetti positivi dell’altro e ne minimizzano i difetti. Vi è un distacco per tutto ciò che non riguarda direttamente la persona amata e si è capaci di compiere follie pur di starle vicino.

Poi, gradualmente o all’improvviso, dalla totale fusione, si passa nuovamente ad essere due individui ben definiti. Si ha bisogno di qualcosa di meno coinvolgente, più stabile e tranquillo, in quanto risulta essere pesante vivere a lungo in uno stato d’intenso investimento emotivo. L’altro appare diverso da come lo si era sempre visto; viene avvertito il bisogno di rispettare i propri spazi e tempi, che forse prima sono stati trascurati in favore di quelli del partner.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Pavia e pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology, la fase dell’innamoramento durerebbe solo un anno. Durante la ricerca è stata individuata come causa scatenante le sensazioni dell’innamoramento, la proteina NGF, Nerve Growth Factor (scoperta negli anni ’40 da Rita Levi Montalcini). Nelle persone appena innamorate ci sarebbero dei livelli più elevati della proteina che ritornerebbero a degli standard normali dopo circa un anno.

Con il passare dell’innamoramento la coppia si trova ad un bivio: iniziare ad amarsi veramente o lasciarsi?

Il primo sentimento che può scaturire è la delusione perché l’altro non è più perfetto come l’avevamo visto fin’ora. Presi dallo spavento, non ci si rende conto che questo è un passo di maturazione e crescita, il passaggio verso una nuova dimensione di coppia che, include inevitabilmente conflitti e tensioni, ma anche adattamenti reciproci. Si può conoscere il vero compagno, per quello che è, non per come lo si è visto.

Si è disposti ad accettare i difetti dell’altro, perché si è profondamente legati e si vive in modo positivo l’evoluzione del rapporto. Oltre alla passione fisica e l’attrazione, subentrano l’attaccamento, nuove esperienze legate al senso di sicurezza, alla serenità, senso di appartenenza e sostegno reciproci. La coppia che si ama conquista tolleranza e collaborazione attraverso l’esperienza quotidiana a due.

Per evitare la delusione post-innamoramento occorre lasciare l’idea fiabesca dell’amore perfetto che vede la coppia come estrema fusione tra i due; essere propensi alla flessibilità, al cambiamento, alle novità; essere disposti a dare spazio alle discussioni per preservare nella coppia la propria individualità, rispettando quella dell’altro. La coppia è un sistema costituito da qualcosa in più della somma dei singoli individui che la compongono e non equivale alla loro fusione.

 

 

Ago
10
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 10-08-2015

Ho scattato questa foto a Cala Goloritzè (OG)

E’ questa la settimana di ferie per eccellenza di tutto l’anno!

Nell’ultimo mese la pubblicazione degli articoli sul blog si è diradata rispetto al normale ritmo. Sarà ancora così per il mese di agosto (in cui comunque continuerò a lavorare in studio), e di settembre in cui ci sarà una pausa di tutte le mie attività per le prime tre settimane del mese. Dopo di esse, la mia vita professionale riprenderà a pieno ritmo, così come quella da blogger!

Vi lascerò comunque in compagnia delle centinaia di articoli che potrete leggere e rileggere in qualsiasi momento.

Intanto vi auguro un’ottima settimana di ferragosto, tra vacanze, per chi le ha, e il lavoro per chi non potesse prenderle in questo periodo.

Vi rimando alla prossima settimana con un nuovo articolo su Gocce di psicoterapia!

Caterina Steri.

Ago
03
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 03-08-2015

Immagine dal web

Un triste aspetto della nostra società è purtroppo caratterizzato dai sempre più frequenti attacchi terroristici, basti pensare  a quelli degli ultimi mesi in Francia e in Tunisia, senza aver bisogno di andare ancor più indietro nel tempo.

L’obiettivo del  terrorismo non è solo quello di creare danni all’economia e allo sviluppo dei paesi, ma anche quello di incutere nelle persone la paura, l’inibizione della vita sociale, la sottomissione, la mancanza di libertà di pensiero e di parola.

La violenza e la paura sono sempre state usate come tecniche di oppressione sulle popolazioni vittime per causare cambiamenti nella quotidianità e nel pensiero delle menti umane.

Pensate ai cambiamenti avvenuti dall’11 settembre 2001 in poi: attacchi da parte di terroristi che agiscono in nome del loro Dio che colpiscono il mondo nei giorni e nei luoghi più impensabili, incutendo quasi il timore di uscire di casa o concedersi una vacanza, dando una svolta alla storia dell’umanità.

Un’altra  conseguenza della paura del terrorismo è l’aumento della diffidenza e l’ostilità verso tutto ciò che non fa parte della propria quotidianità che spesso sfocia in ulteriore violenza e intolleranza. Come se potesse avere un senso sfogare la paura e la rabbia su chi somiglia a chi viene identificato come “il cattivo”. Tutto ciò da vita ad un circolo vizioso che se consolidato diviene poi molto difficile da smantellare.

Il dramma psicologico si scatena anche grazie alla forte diffusione di massa di immagini, video, dichiarazioni terroristiche trasmesse dai mass media: ottimi strumenti per la diffusione della paura. I terroristi infatti fanno largo uso dei canali mediatici per diffondere la paura (tipico esempio sono gli attuali video dei miliziani dell’ISIS che giustiziano senza pietà i loro prigionieri di fronte ad una telecamera). Ogni scena del genere incute angoscia, paura e smarrimento. Senza tenere conto che attraverso gli strumenti mediatici vengono assoldate nuove persone perché contagiate da una sorta di senso di appartenenza alla causa in atto.

Il terrorismo causa nelle persone una paura contagiosa e diversi danni psicologici: dall’insonnia, aumento di uso di psicofarmaci, fobie varie, senso di smarrimento e angoscia, attacchi di panico, intolleranza a ciò che è diverso dal proprio conosciuto.

Dato che uno dei suoi obiettivi è quello di destabilizzare la quotidianità delle popolazioni, la giusta difesa, nel nostro piccolo, è quella di cercare di difendere le proprie attività e non permettere che la paura ci tenga chiusi in casa. Al tempo stesso deve essere innalzata la soglia di vigilanza da parte dei Governi.