Mar
30
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 30-03-2015

Immagine dal web

Siamo sempre più presi dal ritmo frenetico delle nostre vite e a volte ci sentiamo totalmente scarichi o non ci concediamo del tempo per riposare e ricaricarci un po’.

Attualmente si dorme molto meno rispetto al passato. Ora il riposo viene concepito spesso come tempo sprecato perché sono troppe le incombenze.

A lungo andare, se non rispettiamo l’esigenza di riposare e alteriamo il ritmo circadiano le funzioni che rigenerano il corpo e la mente durante il sonno vengono meno.

E’ importante dormire a sufficienza quando si fa molto esercizio fisico anche per rigenerare la muscolatura.

Non meno necessarie sono le pause da concedersi durante il giorno per rigenerare oltre che il corpo anche la mente. Spesso bastano pochi minuti per resettare tutti i pensieri e le preoccupazioni e poterli rivedere in modo più obiettivo.

Sarebbe opportuno anche ridurre l’uso di strumenti elettronici che a lungo andare sottopongono la nostra mente a stress più o meno intensi e non facilitano l’addormentarsi.

Perché ho scritto questo post?

Semplice, qualche settimana fa è arrivata da me in studio una donna molto stressata, che si autodefiniva “in tilt” e dopo diverse indagini abbiamo potuto constatare che il suo problema era l’eccessiva stanchezza e la sua incapacità di concedersi delle pause durante il giorno. Dopo mesi vissuti senza interruzioni delle sue varie attività la signora ha iniziato ad avere attacchi di ansia, a non dormire e mangiare più e a piangere in continuazione.

Una volta inquadrato il problema, la signora è riuscita a organizzare il suo tempo in maniera meno stressante e finalmente ha di nuovo in mano la sua vita e il suo benessere.

 

Mar
26
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 26-03-2015

La fine di un percorso di psicoterapia è per me sempre molto emozionante. Ringrazio sempre i miei pazienti in chiusura perché ogni volta il lavoro fatto insieme contribuisce non solo alla mia crescita professionale, ma anche a quella personale.

Per questo motivo ho deciso di condividere con voi le parole di chiusura della paziente con cui qualche giorno fa ho concluso una terapia basata sul trattamento della gelosia patologica e di una scarsa autostima.

Buona lettura e grazie all’autrice di queste emozionanti parole.

Il mio percorso di psicoterapia.

Credo che ognuno di noi nei momenti di difficoltà maggiori abbia la possibilità di chiedere aiuto. Questo è quello che è successo a me quando non intravedevo più alcuna via d’uscita.

Avevo bisogno di essere aiutata e sostenuta ma ancora di più di capire cosa causava in me il malessere che stavo vivendo. Come tutti i percorsi non è stato sicuramente facile, mettersi a nudo non lo è mai. Però, anche se con fatica, ci sono riuscita.

Riguardo indietro a quel che è stato e rivedo una donna diversa. Quasi sorrido a vedermi così fragile e insicura.

Il mio momento di crisi sicuramente mi è servito per capirmi e conoscermi meglio. In questi mesi ho acquisito più consapevolezza di me stessa e delle mie capacità: mi sento sicuramente una persona migliore.

Chiedere aiuto non vuol dire aspettare passivamente che arrivi la soluzione ai tuoi problemi, per me ha significato mettermi in gioco ed uno scambio reciproco. Non si è spettatori passivi, ma protagonisti assoluti.

E’ un po’ come nelle favole. Posso considerare la psicoterapia come la Fata Madrina che con la sua bacchetta magica interviene sempre nei momenti più bui per dare speranza.

Grazie, F.

Se ti interessa saperne di più sul mio lavoro clicca quì.

Mar
23
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 23-03-2015

Tra i miei vari incarichi, attualmente sto svolgendo l’attività di psicologa negli sportelli d’ascolto di alcune scuole medie statali.

Di recente è capitato di aver svolto un lavoro in una II classe di Sarule (NU) (piccolo paese dell’entroterra sardo), sull’inclusione sociale, ovvero la situazione in cui tutti gli individui e i gruppi godono degli standard essenziali, le disparità tra le persone (religiose, culturali, sessuali…) e i gruppi sono socialmente accettati . Nel confronto con i ragazzi è emerso che il  comportamento di ogni persona non è determinato dalla realtà dei fatti ma dalla nostra percezione della realtà.

Tra le varie cose si è riconosciuta l’importanza di una comunicazione efficace tra le persone che permetta il rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno di noi.

Da ciò deriva che è sempre il dialogo tra le parti che abbatte gli equivoci .

I ragazzi della II A curano un blog in gruppo, http://mondomediasarule.altervista.org/ in cui potete trovare il resoconto del nostro incontro cliccando qui.

Grazie ai ragazzi e all’insegnante che ha organizzato questo confronto.

Mar
19
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 19-03-2015

Ogni tanto mi pare buona cosa ritornare sull’argomento del narcisismo.

Mi capita spesso di seguire dei pazienti, soprattutto di sesso femminile vittime di narcisisti. Da poco è emerso durante un colloquio con l’ennesima donna caduta nella rete narcisistica di fare delle riflessioni molto interessanti.

Spesso si diventa vittime di narcisisti perché viene dato un valore diverso alle parole pronunciate da entrambe le parti. “Sei unica” per il narcisista è una frase dettata dall’impulso del momento, mirata soprattutto a circondarsi di donne che lo venerino. La sua vittima invece prende alla lettere le sue parole credendo di essere davvero la sola e unica ad esser voluta perché lei crede davvero nel concetto di unicità.

Spesso il narcisista dopo qualcosa di dolce sferra parole svalutanti e dure: “Carina questa acconciatura, ma ti preferisco nell’altro modo”. Tutto ciò rende incompetente e confusa la vittima che si trova a doversi gestire in una corsa infinita tra il bastone e la carota. Da un lato è leggermente appagata, dall’altro svalutata. Un mix perfetto che viene usato per rimanere legata al suo carnefice che la spinge a pensare: “ Se ora mi vede un po’ carina, impegnandomi di più poi diventerò bella ai suoi occhi”.

La vittima non si rilassa mai, è sempre sul filo del rasoio nel continuo tentativo di migliorarsi per poter piacere al suo lui che le lascia la speranza che prima o poi sarà suo. In realtà questa è una strategia narcisistica più o meno consapevole per tenere legate a se le vittime sembrando sinceri, ma mai pienamente soddisfatti.

Altra caratteristica è che in realtà il narcisista, anche quando è convinto di esser totalmente sincero non potrà esser coerente con quello che dice perché lui è un attore, un teatrale personaggio da palcoscenico. Bravissimo ad entrare nella parte, per carità, ma pur sempre un attore. E la vittima, non considera o non vuole considerare, di esser entrata a far parte del suo spettacolo di cui lui, indissolubilmente è regista, produttore e protagonista e gli altri hanno sempre e solo ruoli marginali e stabiliti.

Mar
16
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 16-03-2015

Riprendendo il discorso sulla scelta del terapeuta, dopo di essa dovete anche essere in grado di capire se quello può fare al caso vostro. Come fare?

Il terapeuta deve avere alcune caratteristiche, a prescindere dal tipo di formazione che ha intrapreso:

  • Sa essere accogliente e ascoltare in modo attivo tutto ciò che gli viene detto in seduta.
  • Concorda dopo il colloquio conoscitivo gli obiettivi terapeutici da raggiungere.
  • E’ molto chiaro nello spiegare come funziona il suo modo di lavorare, sulla durata delle sedute e, quando possibile del percorso terapeutico, e sui costi.
  • Usa sempre un linguaggio comprensibile e non il gergo tecnico.
  • Riesce ad essere empatico (ad entrare in contatto con le vostre emozioni), ma allo stesso tempo è anche obiettivo.
  • Riesce a farvi da specchio, a mostrarvi come funziona il vostro modo di agire e pensare, offrendovi la veduta di nuove prospettive.
  • Non indaga in ambiti della vostra vita, se non necessario agli scopi terapeutici.
  • Non vi giudica.
  • Aiuta a sfruttare e a sviluppare le vostre risorse.
  • Vi fa sentire accolti e al sicuro.
  • Vi offre un setting (ovvero la sede dei colloqui), accogliente e ordinato.
  • Vi aiuta a cambiare abitudini non sane.
  • E’ attento a verificare la presenza di cambiamenti e miglioramenti in voi durante il corso della terapia e a condividerli.
  • Incoraggia allo sviluppo dell’autonomia, l’indipendenza e la fiducia in voi stessi.
  • Non ricerca nessun contatto relazionale con voi al di fuori delle sedute.
  • Riesce a proporvi l’interruzione del percorso e a spiegarvi le motivazioni qualora si accorga che non potete più lavorare insieme.
Mar
12
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 12-03-2015

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Qualche giorno fa vi ho scritto alcune indicazioni su come riconoscere le persone negative, oggi vi scriverò su come comportarsi, ovvero come poter fare per difendersi dalle loro negative influenze.

Se si tratta di una persona che conoscete a malapena, si possono limitare i contatti il più possibile.

Se si tratta di una persona cara, cercate di confinare al meglio gli effetti negativi  che possono scatenare nella vostra vita. Per iniziare con questo, è saggia idea limitare le informazioni che condividiamo con lei.

Le buone notizie soprattutto, meglio condividerle con chi è contento per voi  e vi trasmette solo energie positive.

Meglio tenere una certa distanza emotiva dalle persone negative, per evitare di farsi fagocitare dal loro vortice di pessimismo.

Se proprio non potete fare a meno di incontrarle, cercate di non farlo da soli, ma almeno con un’altra persona con cui potrete darvi man forte nel contrastare le influenze negative.

Imparate a godere dei bei momenti senza farvi influenzare dai commenti negativi degli altri.

Ignorate le costanti lamentele altrui e quando possibile contrastatele con affermazioni positive.

Pensate sempre che gran parte di ciò che vi accade, bello o brutto che sia, è dovuto alla vostra responsabilità e non alla sfortuna o al destino che si accaniscono su di voi.

Uno dei modi migliori per far scappare le persone negative da voi è fare come loro. Iniziate a rubar loro la scena delle continue lamentele e non vi sopporteranno più.

Insomma, smettete di esser terreno fertile per la loro negatività e circondatevi di persone positive, perché, come ho detto tante volte, ad esser positivi si diventa contagiosi.

Oltre a tutto questo che ho appena scritto, vorrei aggiungere che solitamente le persone sono negative perché in un modo o nell’altro anch’esse sono state influenzate negativamente e nascondono le loro insicurezze dietro i rigidi schemi del pessimismo. A loro volta hanno interiorizzato messaggi svalutanti nei loro confronti. Quindi sempre meglio tenerlo presente e fare almeno un tentativo per aiutarle, facendo notar loro che il pessimismo può essere convertito in tante risorse positive.

Vi accorgerete che tante di esse potranno sorprendervi e mostrare la loro disponibilità a correggersi per imparare a godere della vita. Altri invece non vi capiranno o non ci proveranno nemmeno, intanto però voi avrete prospettato loro un’alternativa al  mondo negativo.

Se ti è piaciuto l’articolo leggi anche gli altri articoli inerenti questo cliccando quì.

Mar
09
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 09-03-2015

Qualche giorno fa mi è stato chiesto sulla pagina Facebook quale sia il modo giusto per scegliere un terapeuta. Ho deciso di rispondere attraverso queste righe.

La psicoterapia è una valida opportunità per trovare la soluzione giusta ai problemi e tentare di far affiorare le proprie risorse. E’ necessario però trovare un valido terapeuta che ci aiuti in questa impresa.

  • Innanzi tutto dovete verificare che il professionista a cui intendete affidarvi  sia iscritto all’Ordine degli Psicologici e annotato nella lista degli Psicoterapeuti. Evitate e denunciate chi si spaccia per terapeuta e in realtà non è riconosciuto ufficialmente.
  • Prima di chiamare il terapeuta potete verificare quale tipo di formazione abbia intrapreso e se solitamente tratta problematiche come la vostra. Ricordate che non ci si può occupare sempre di tutto e tutti e che i terapeuti non sono onnipotenti.
  • Verificate anche che il terapeuta in questione abbia fatto anche lui una sua terapia personale. Senza elaborare i propri problemi (e vi assicuro che anche i terapeuti ne hanno), non è possibile aiutare gli altri a farlo.
  • Verificate che vi possiate sentire liberi di parlare di tutto senza essere giudicati. Il terapeuta deve essere un bravo ascoltatore e dimostrarsi sempre attento a ciò che dite. Deve comunicare in modo comprensibile e mettervi sempre al centro dell’attenzione.  Uno dei criteri importanti per la vostra scelta è quello di sentirvi a vostro agio con lui. Chiedetevi se con quel terapeuta riuscite ad immaginare il vostro percorso personale.
  • Approfittate del primo colloquio conoscitivo per chiedervi come vi siete sentiti nel parlare con lui, che cosa vi ha dato e se pensate di poter costruire un legame basato sulla fiducia e l’empatia. (Io personalmente, dopo il primo colloquio ho fatto la scelta di non fissarne subito un secondo, ma di dare un appuntamento telefonico qualche giorno dopo per far si che i pazienti abbiano il tempo di elaborare tutte le loro sensazioni. Durante la telefonata mi comunicheranno se intendono iniziare una terapia o no).
  • Il terapeuta deve essere professionale: non deve farvi sentire un amico. Il distacco professionale è essenziale per un percorso terapeutico efficace.
  • Diffidate di quelli che vi danno consigli e cercano di controllare la vostra vita dicendovi cosa fare o non fare.
  • Non turbatevi se vi sentite molto legati al vostro terapeuta, fa parte del percorso che avete intrapreso. Se è un vero professionista sarà lui a metter tra voi dei sani confini relazionali.
  • Fidatevi dell’esperto a cui vi siete rivolti, se avete deciso di intraprendere un percorso assieme senza la fiducia non potrete fare granchè.

 

Approfitto di questo spazio per rispondere a diverse e-mail che mi sono state inviate di recente. Innanzi tutto mi scuso per non aver subito dato risposta singolarmente. La mole di lavoro lascia pochissimo tempo libero che ho deciso di dedicare alla mia vita personale.

Sono orgogliosa del fatto che sempre più persone decidano di rivolgersi a me per cercare di dare nuove soluzioni ai problemi, ma questo inevitabilmente toglie spazio alla possibilità di rispondere in tempo reale alle richieste.

Do’ sempre la priorità alle chiamate telefoniche e continuo a richiamare entro la fine della giornata lavorativa o durante la pausa pranzo qualora non possa rispondere immediatamente.

Non rispondo assolutamente a messaggi e chat. I messaggi per il lavoro non mi sono mai piaciuti e non penso cambierò idea, almeno nell’immediato futuro.

Solitamente l’attesa per un primo colloquio va da una a due settimane. Alcuni mi chiedono tempi molto più ristretti, ma capite che non sia logisticamente possibile.

Oltre al lavoro da psicoterapeuta richiedono tempo anche gli altri incarichi che ho deciso di accettare, gli articoli per il blog e le giornate di formazione professionale. Non è questa una lamentela, lungi da me. Sono molto contenta di lavorare intensamente, a discapito di chi dice che non si vive di psicoterapia, ma mi pareva il caso di spiegare che se a volte non rispondo subito alle telefonate o alle e-mail è perché nel mentre mi sto dedicando a qualcun altro. Vi chiedo quindi di pazientare un pochino e qualora abbiate necessità di avere delle informazioni o fissare un appuntamento, di chiamarmi direttamente al 3207297686 da un numero a me visibile in modo tale da potervi richiamare entro la fine della giornata.

Scritto questo, riprendo il resto del mio lavoro e vi auguro una splendida giornata.

Mar
02
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 02-03-2015

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Per caso voi avete a che fare con delle persone la cui sola vista vi fa venire la tristezza o il malumore e che si lamentano sempre di tutto? Quelle persone che si lagnano quando piove e ancor di più quando c’è il sole? Quelle che hanno sempre commenti lapidari e negativi tanto da scoraggiare anche i migliori ottimisti?

Capita a tutti di conoscere queste persone, molti non si rendono conto che il loro pessimismo cronico, può influenzare anche la propria giornata, se non stanno attenti e se non individuano in modo consapevole gli untori del buonumore.

Infatti,  subire quotidianamente atteggiamenti negativi e frasi spiacevoli causa un’interiorizzazione di alcuni di questi messaggi dentro di voi, in modo tale da mettere a repentaglio la vostra sicurezza e l’autostima. Seppure inconsciamente, prenderete alla lettera tutto ciò che vi viene detto convincendoci della sua realtà. E’ importante quindi riconoscere le persone che potrebbero causarvi tutto questo.

Per farlo dovremo vedere se corrispondono al profilo qui sotto descritto o ad alcune parti di esso:

  • chiedono un parere e lo svalutano, qualsiasi cosa rispondiate
  • sono estremamente permalose
  • minimizzano le cose positive e ingrandiscono tutte le negative
  • le cause dei loro mali sono sempre dovute a fattori esterni
  • si lamentano continuamente
  • sono poco attente  agli altri e non sono delle buone ascoltatrici
  • qualsiasi cosa diciate, loro riusciranno a vertere il discorso sulla propria vita
  • sono spesso opportuniste
  • non sopportano le lamentele altrui
  • se raggiungono risultati positivi li danno scarsa importanza svalutandone il valore e pensando che non basti mai (per loro la vita non è mai sufficiente)
  • spesso godono a far le vittime e sono abbastanza teatrali
  • non si risparmiano di fare commenti negativi o di spettegolare sugli altri
  • sono dei “vampiri energetici”, cioè riescono ad esaurirvi con le continue lamentele
  • ci sono poi quelli invidiose, ma per questa categoria vi rimando agli articoli inerenti.

E’ importante saper identificare chi può mettere a repentaglio la serenità delle vostre giornate e  sapere chi può portare nella vostra vita cose positive e chi no.

Chi vi circonda può avere il potere, più o meno forte, di influenzare l’umore, le decisioni, la sicurezza in voi stessi, meglio quindi avere la capacità di capire chi è che vi fa bene e chi no.

Se chi frequentate o conoscete presenta diverse delle caratteristiche elencate di sopra cercate di correre ai ripari, ma per aiutarvi in questo vi rimando ad uno dei prossimi post.

Leggi gli altri articoli inerenti al tema dell’invidia.