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18

La sindrome dell’abbandono

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 18-04-2013 e taggato , , ,

Un comune denominatore che spesso si presenta tra le persone è la paura dell’abbandono, ovvero il timore di rimanere soli, privi di un legame affettivo, senza che nessuno si occupi di loro. Tutti possiamo sentire il timore di essere abbandonati, ma la maggior parte ci convive senza nessuna conseguenza specifica.

Talvolta questa paura non viene gestita e si trasforma in vera e propria sindrome attraverso la manifestazione di un forte disagio fino all’angoscia più nera o alla depressione.

Ne possono soffrire sia i bambini (soprattutto nei confronti della figura materna), sia gli adulti. Si ha paura che l’altro possa morire o andare via e si resta sempre della convinzione che nonostante le cose vadano bene prima o poi si finirà soli. Ci si sente emotivamente dipendenti dall’altro e non si tollerano le separazioni, anche brevi, a causa della paura di perdere il legame di intimità.

Per capire dove ha origine la sindrome dell’abbandono sarebbe opportuno fare un salto nel passato. Una predisposizione naturale o famiglie in cui ci sono stati veri e propri abbandoni, lutti, in cui si è stati trascurati o ancor peggio ignorati, possono causare sia nei bambini che negli adulti la sindrome che fa cadere in un meccanismo patologico di cui non si riesce a tenere il controllo. Una delle convinzioni di cui si è vittime è che qualcuno per forza debba prendersi cura di noi e non ci si rende conto che lo si può fare anche da soli. Un discorso a parte dovrebbe essere fatto nei confronti dei bambini che invece hanno l’esigenza di essere accuditi da una figura matura.

Nell’adulto che soffre di sindrome di abbandono è come se prevalesse una parte bambina che ha bisogno di cure e più o meno consapevolmente queste vengono richieste alle persone vicine. Quel bambino triste rappresenta la parte infantile che è stata trascurata emotivamente. Non ci si rende conto che le cure verso quel “fanciullo abbandonato” possono essere date dall’adulto che si è diventati.

Da questa fragilità interiore si manifestano tutta una serie di comportamenti malsani finalizzati ad esorcizzare l’abbandono da parte dell’altro: gelosia eccessiva, manipolazione, controllo eccessivo, ricatti morali, annullamento di sé e la perdita di obiettività nei confronti della relazione. Tutti indici che se non sono tenuti a bada portano inevitabilmente allo sfociare di una dipendenza affettiva, con tutte le conseguenze che ben conosciamo.

Qualsiasi sia la manifestazione di questa sindrome e l’età di chi la subisce è sempre utile una psicoterapia per fare un “salto nel passato”, prendere consapevolezza del proprio vissuto emotivo, far emergere emozioni, sentimenti, pensieri così da imparare a conoscerli e a gestirli.

Se si creano le basi per una maggiore autostima, per l’acquisizione di una consapevolezza che noi dobbiamo essere i primi a prenderci cura di noi stessi, per una maggiore cognizione di sè e delle proprie azioni si può superare il timore della perdita. La possibilità di poter contare su noi stessi diventerà inversamente proporzionale alla paura di essere abbandonati e quindi alla dipendenza dall’altro.

Inoltre si arriverà ad avere la consapevolezza che vivere una relazione sana significa dare alla propria identità la possibilità di manifestarsi e non annullarsi in toto nei confronti dell’altro per paura di perderlo e per esserne accuditi.

 



15 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

francesca on 6 Settembre, 2013 at 00:17 #
    

sulla sindrome di abbandono ormai ho letto tanto e questo che lei ha scritto
devo ammettere che e’ semplice e coinciso. infatti mi trovo a rispondere.
dopo 10 anni di terapia, 3 psicoterapeuti cambiati, due anni di gruppo
3 anni di counseling e ora sono un counselor….solo ora da sola
mi rendo conto che ho fatto centro sul mio malessere, la sindrone dell abbandono . oltre alla terapia bisogna trovare tanta forza e volonta’ per non cascare altrimenti sara’ faticoso alzarsi.bisogna poi trovare un canale giusto per la persona..per esempio io adoro le favole ma non riesco a trovare ancora una favola che mi possa dare una mano quando casco nell abbandobo. ho cominciato una terapia ortomolecolare da due erboristi di viterbo…questa cura mi ha datp forza fisica e lucidita’ mentale ma l abbandono e’ tutti i giorni la mia ombra.grazie francesca


tiziana on 4 Novembre, 2013 at 23:19 #
    

credo di avere questa sindrome da molto tempo, ora ho 53 anni e invwcw di migliorare peggiora sono andata in analisi tt tempo fa avevo 4o anni per problemi relativi alla separazionei miei ormai grandi e per la cattiva gestione della mia famiglia …risolto in parte tt cose..ma ora che nn sono piu una donna attiva sono due anni che nn lavoro piu , mi trovo a soffrire di gelosie ,ossessioni e isolamento…a volte anche isterismo e nn sono piu’ capace di gestirmi cosa devo fare???…so che dovrei tornare in analisi ma nn posso permettermelo. ESISTONO CENTRI DOVE CI SI PUO RIVOLGERE???…io sono di roma.
Grazie per l’attenzione


tiziana on 4 Novembre, 2013 at 23:21 #
    

avrei bisogno di aiuto questa sindrome devasta tt i miei rapporti e me…nn posso permettemi uno psicologo quindi vorrei sapere come e dove rivolgersi. grz


caterina.steri on 5 Novembre, 2013 at 10:17 #
    

Salve Tiziana,
esistono i servizi pubblici a cui potresti rivolgerti. I Centri di Salute mentale o i consultori. Dovresti rivolgerti a quelli di competenza del territorio in cui vivi.
C.S.


Lucille on 6 Novembre, 2013 at 00:05 #
    

Salve le scrivo a causa di un episodio che si ripete oramai quotidianamente. La maestra di sostegno di mio fratello disabile ha ottenuto una cattedra ed ha lasciato il posto che ricopriva nella scuola del mio paese. Mio fratello sembrava aver accettato la cosa tranquillamente ma dopo una settimana ha iniziato a urinarsi addosso. Ho notato che lo fa soprattutto quando non viene coinvolto in una qualche attività, quando è a scuola e quando mia madre esce di casa per recarsi a lavoro. A suo parere questo può definirsi un sintomo della sindrome da abbandono? Tenga in considerazione che il bambino è stato controllato e a livello fisico non riporta alcun problema. Purtroppo non può comunicarci cosa pensa a causa della sua disabilità.
Spero mi possa aiutare.


caterina.steri on 8 Novembre, 2013 at 09:48 #
    

Buongiorno Lucille,
forse suo fratello ha bisogno di essere aiutato ad elaborare questo cambiamento.
Non posso permettermi di rispondere con certezza alla sua domanda avendo così pochi riferimenti. Ma posso consigliarle di rivolgersi agli esperti che si occupano di lui per stabilire un intervento di aiuto rispetto al disagio che manifesta.
Caterina.


Wilma Agnese on 20 Gennaio, 2015 at 18:50 #
    

Buonasera,
mi è capiatato con differenti partner che dopo qualche mese passato sempre a pensare l’uno all’altra si verifica come un calo di attenzione da parte loro, che forse è naturale, forse normalizza una situazione che è enfatizzata dalla novità iniziale. In quel momento io non capisco cosa sta succedendo e mi allarmo e mi pare che ogni piccola disattenzione sia il sintomo del fatto che il partner vuole tagliare. Resto giorni in una situazione di attesa in cui temo se lo cerco di passare per stressante e se non lo cerco si accumula la mia ansia. Finchè l’accumulo porta a sbottare in modo irrazionale e rabbioso. Di fronte a questa reazione sovradimensionata il partner di solito non comprende nulla e si sente attaccato ferocemente senza motivo da una mezza matta. A volte dopo questo sbotto alcuni partner non hanno più voluto comunicare e le relazioni suddette sono finite. E’ un abbandono che rivivo? Forse la morte di mio padre quando avevo 17 anni? Ora ne ho 44. Grazie mille per la sua consulenza


Giorgina on 16 Febbraio, 2015 at 13:28 #
    

Ciao wilma agnese la tua reazione capita anche a me, possiamo sentirci in privato se ti va!


Marco on 30 Aprile, 2015 at 14:40 #
    

Anche io rivivo queste fobie ogni volta che inizio una nuova relazione amorosa. Ho sempre il bisogno di sentire la partner vicina e se non può rispondermi a messaggi o telefonate mi assale l’ansia anche con risvolti psicosomatici molto pesanti.
Vorrei potermi confrontare con qualcuno, scambiarci esperienze e sensazioni. Chi lo volesse fare possiamo sentirci in privato.
Grazie


Stefano on 26 Ottobre, 2015 at 17:46 #
    

Ciao, anche a me capita lo stesso, in ogni relazione investo tutto, ciò mi porta ad una situazione di dipendenza affettiva, e il timore di essere lasciato mi porta ad atteggiamenti percepiti come ambigui o particolari. Quando poi succede davvero, per motivi vari, mi prendono pesantissime crisi di angoscia e nostalgia, con conseguenze psicosomatiche che pregiudicano la mia qualità di vita (manifestazioni a livello intestinale). Chi volesse puo’ contattarmi in privato via email, per scambiarci opinioni e discutere chissà, di metodi per uscirne. Ora sto cercando di curarmi, perchè ci sono dentro, con psicoterapia e farmaci. Ciao e grazie a tutti.


Fabiana on 7 Febbraio, 2016 at 18:33 #
    

Sono in terapia da tre anni e durante questo percorso ho focalizzato le mie crisi come crisi di abbandono. Sono finita a leggere questo articolo proprio perché mi chiedevo se esistessero dei centri o gruppi per poter condividere e confrontarmi su questo. Mi pacerebbe creare una rete che possa aiutarci. Se siete interessati potete contattarmi alla mia mail.


Serena on 27 Maggio, 2016 at 20:00 #
    

Da piccola ho avuto un incidente. Si è rovesciata dell’acqua bollente e sono rimasta ustionato ai piedi. Nel momento dell’incidente (avevo 3 anni) ho reso le mani a mio padre che ne le ha negata perché mia sorella che era con me era molto più grave. Ora ho 35 anni e non sono mai stata fidanzata né sposata. Vorrei avere qualcuno accanto ma non mi fido e non mi apro facilmente. È possibile che l’episodio della mia infanzia mi abbia provocato un trauma che ora si ripercuote sulla mia vita sentimentale?


caterina.steri on 3 Giugno, 2016 at 17:57 #
    

Salve Serena,
non posso purtroppo dare una risposta esatta alla sua domanda perchè non conosco la sua storia e la donna che è diventata ora. Posso solo dire che da adulti ci portiamo dietro vissuti del passato, sia positivi che negativi, che in un modo o nell’altro possono segnarci, ma non so quanto possa essere stato così per il suo specifico episodio. Per questo occorrerebbe fare sicuramente un lavoro approfondito.
Caterina Steri.


Valentina on 29 Agosto, 2017 at 17:55 #
    

Salve, sono sposata con un uomo che so di non amare più. Vivo in un posto che detesto e lasciarlo e andarmene sarebbe positivo per me, eppure mi resta impossibile. All’idea di rimanere completamente sola mi paralizzo. Io non ho più nessuno al mondo a parte questo amore malato. Non ho soldi per la psicoterapia. Vengo da un infanzia tremenda. Aiuto, a volte penso che solo morendo potrei trovare pace.


caterina.steri on 30 Agosto, 2017 at 16:20 #
    

Gentile Valentina,
immagino la sua sofferenza. Penso abbia bisogno comunque di provare a chiedere un aiuto. Le consiglio di rivolgersi ad un servizio pubblico per averlo.
Caterina Steri


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