Mar
28

E’ arrivato il cambio di stagione, quello sicuramente più importante dell’anno perché porta alla voglia di mostrarsi, di godere delle giornate sempre più lunghe e miti, di scoprirsi di più. E’ la stagione che poi ci conduce all’estate.

Avete notato poi che con l’arrivo delle belle giornate vengono messi al bando i colori grigi e scuri e sostituiti da quelli più luminosi e chiari? Come se dovessimo trovare un abbinamento tra i colori che indossiamo e quelli che troviamo fuori casa.

La primavera è anche la stagione in cui molti iniziano con le diete e con lo sport per arrivare poi nella miglior forma possibile alla tanto attesa e temuta prova-costume.

C’è chi affronta l’arrivo della primavera sentendosi più energico, avendo voglia di passare più tempo all’aria aperta e si risveglia anche la voglia di far conquiste! Qualcuno dice che l’arrivo della bella stagione faccia impazzire gli ormoni, un po’ per il sole più caldo, un po’ per la possibilità di spogliarsi e mettere a nudo parti del corpo rimaste coperte per i lunghi mesi invernali!

Nonostante questa sia la stagione della rinascita, ci sono quelli che dormirebbero all’infinito, che si sentono svogliati e che devono fare i conti con le varie allergie tipiche del periodo!

Il cambio di stagione scombussola tante persone che si ritrovano a dover fare i conti con l’astenia (sonnolenza diurna, mancanza di energia, svogliatezza, difficoltà di concentrazione, facilità a dimenticarsi nomi, impegni, predisposizione a piccoli incidenti, perdita di appetito, inclinazione all’isolamento, problemi di deambulazione e coordinamento).

Proprio l’aumento della temperatura, le giornate più lunghe e la necessità di attivarsi di più mettono alla prova un fisico e una mente abituati a dei ritmi diversi sostenuti durante l’inverno. In genere la stanchezza passa in qualche giorno o in qualche settimana, giusto il tempo necessario per adattarsi ai cambiamenti.

Si può agevolare il passaggio alla bella stagione adottando uno stile di vita sano, facendo sport, mangiando in modo leggero e regolare, cercando di dedicare più tempo a se stessi.

Un particolare che mi colpisce è che all’inizio della primavera aumenta il numero dei pazienti che si rivolgono a me per le consulenze o le psicoterapie. Questo è dovuto anche al fatto che gli scompensi ormonali dovuti al cambio di stagione influenzano inevitabilmente la psiche. Accade infatti che aumenti oltre la svogliatezza, anche l’irritabilità, l’ansia, l’insonnia.

Qualcuno deve fare i conti con le proprie insicurezze: chi ama il proprio corpo ne approfitta per metterlo in mostra, chi invece si sentiva al riparo da sguardi e giudizi indiscreti dentro i coprenti abiti invernali si ritrova a vivere la frustrazione di doversi scoprire. Questo porta ad una negativa influenza sull’autostima e aumenta la paura del giudizio altrui. E’ come se gran parte delle insicurezze che sono state discretamente gestite nella stagione fredda ora vengano per forza a galla e chi si rende conto di averle provate tutte ma con scarso successo decide di rivolgersi ad un esperto per porre fine al malessere.

Forse è un bene che questi problemi vengano a galla perché a lungo andare, anche se si cerca sapientemente di evitarli, potrebbero ritorcersi contro chi ne è affetto.

Quindi perché non prendere spunto dalle belle giornate per decidersi a risolvere diverse questioni lasciate in sospeso? In questo modo si fa qualcosa di molto importante per se stessi, si vive meglio il presente e ci si prepara per la stagione estiva più serenamente.

Mar
25
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 25-03-2013

Troppo spesso sentiamo parlare di gravi fatti di cronaca di omicidi e  suicidi legati alla crisi economica.

Ci sono quei periodi in cui pare che dall’uno ne nasca un altro quasi a richiamare eventi di emulazione. Ad esempio, la tragedia di San Felice, nel segratese, o l’altrettanto terrificante evento avvenuto nella sede della Regione Umbria, entrambi verificatisi nel giro di pochi giorni qualche settimana fa.

Mi chiedo se siano tutti episodi connessi direttamente alla disastrosa economica che il Paese sta attraversando, o se essa sia stata la goccia -portatrice di disagi psicologici e mancanza di risorse per affrontarli- che poi ha fatto platealmente traboccare il vaso?

Non penso che sarò io a trovare la giusta riposta a queste domande, ma tanti sono i dubbi che mi affliggono.

Leggendo un po’ di articoli, ciò che mi spaventa è che subito la maggior parte di essi descrive un fenomeno in aumento direttamente proporzionale alla decadente situazione economica.

A quanto pare le persone sono sempre più esposte ad episodi depressivi che portano alla perdita di lucidità, piuttosto che di volontà necessaria ad affrontare una qualsivoglia crisi. Persone più fragili rispetto ad altre che trovandosi alle prese con un’intricata storia economica non trovano altra soluzione che in un risvolto tragico.

La depressione sì, ma anche una rabbia accecante e forse la frustrazione di una mancata soluzione ai propri problemi.

Erano episodi che si potevano evitare? Se non ci fosse stata la crisi economica, qualcos’altro avrebbe potuto scatenare la furia omicida/suicida di queste persone? Sicuramente sono domande che si stanno ponendo soprattutto coloro che hanno avuto a che fare con le persone coinvolte.

Certo, una sana situazione nazionale potrebbe risparmiare tanti disagi.

Da psicologa, mi vien subito da pensare al senso di solitudine che si prova nell’essere costretti ad affrontare certe condizioni e che arriva a prevalere su tutto ciò che è vita e voglia di reagire positivamente.

E’ un senso di solitudine che davvero non può essere colmato?

Non voglio giustificare la furia omicida che porta a dover decidere della vita altrui. Per togliermi un pensiero scomodo, preferirei pensare che chi ha premuto il grilletto contro degli innocenti sia stato davvero incapace di intendere e di volere, ma non posso averne la certezza. Forse la crisi economica potrebbe essere il motivo ufficiale di drammatici gesti a cui invece si arriva in seguito ad altri generi di cause concatenate.

Contro chi dovremmo prendercela?

Contro lo Stato che per tutta una serie di questioni si trova in una situazione di caduta libera in cui i cittadini si sentono soffocati e la cui conseguente mancanza di ossigeno fa perdere il senno?

Contro il fatto che i cittadini non si sentano ancora liberi di chiedere un supporto psicologico adeguato?

Contro le istituzioni che spesso non sono in grado di offrirglielo?

Spesso mi sento dire che siccome i problemi riguardano delle questioni materiali, non si possa trarre vantaggio da un adeguato supporto psicologico. Dispiace molto sapere che ancora esiste il pregiudizio secondo cui non si può essere aiutati a cercare delle soluzioni psichiche ed emotive per affrontare le varie crisi.

E’ pur vero che la situazione economica in cui versano gli individui condizionano prepotentemente e inevitabilmente la loro vita, ma è anche vero che la tutela della salute mentale dovrebbe essere una delle priorità sociali e i cittadini dovrebbero avere la possibilità di palesare il disagio psicologico per essere curato e prevenire così delle tragedie.

 

 

Per proseguire la rassegna dei blog “non addetti al mio lavoro”, oggi vi presento Due punto a capo - Un mare di storie di inchiostro e di byte, blog di una ex bambina diventata donna, mamma e bibliotecaria e da se stessa definita “molto curiosa verso il mondo dei media digitali e verso tutte le possibili interazioni col mondo della letteratura per bambini e ragazzi”.

Sicuramente il suo è un blog da visitare ed apprezzare, non solo da parte dei più giovani, aggiungerei.

Vi lascio alla lettura dell’interessante intervista e ringrazio Sandra, l’autrice per la sua grande disponibilità.

• Chi sei e cosa fai nella vita?
Sono Sandra, vivo a Cagliari con mio marito e i nostri due hobbit divoratori di storie. Lavoro in biblioteca e mi occupo tra le altre cose di realizzare laboratori di promozione alla lettura per bambini e ragazzi.

• Mi presenti I tuoi blog?
“Due punto a capo” è un blog sui libri e sulle storie per bambini e ragazzi. Ho deciso di chiamarlo così un po’ per fare il verso all’onnipresente duepuntozero (web 2.0, biblioteche 2.0 etc.) e un po’ perchè anche i miei figli sono 2 e dopo due figli devi proprio andare a capo e ricominciare con la maiuscola. @Pemberley è invece un blog sui romanzi a lieto fine e il titolo deriva dalla residenza di Mr. Darcy in Orgoglio e Pregiudizio

• Perché hai deciso di diventare blogger?

Ho aperto il mio primo blog nel 2007 quasi per gioco, allora andava molto di moda la chick lit, la “letteratura per pollastre”, che veniva snobbata alla grande dai blog letterari che li trattavano come “libri spazzatura”. Io, da sempre appassionata di romanzi rosa, mi divertivo a recensirli inserendoli provocatoriamente in una cornice che aveva dei riferimenti letterari “colti”. Col tempo però sia per lavoro che come mamma mi trovavo a dover leggere più libri per bambini e ragazzi che per adulti e intanto era nata in me la grande passione per gli albi illustrati, per cui ho deciso di aprire un altro blog dedicato in particolare a questi (mantenendo però anche l’altro). Alla base di tutto c’è sicuramente la mia grande passione per la parola scritta.

• Cosa pensano gli altri del tuo essere blogger?
La domanda che di solito mi viene rivolta è “ma come fai? ma quando trovi il tempo di farlo?”. Io non so cosa rispondere. Di sicuro, essendo madre e lavoratrice il tempo a disposizione non è tanto, dunque non mi posso sedere davanti alla pagina bianca e aspettare l’ispirazione per il post. Ci penso mentre faccio altro, mentre guido, mentre faccio le pulizie etc, poi quando mi siedo a scriverlo ho già l’idea in testa e lo butto giù il più velocemente possibile.

• Come ti fa sentire scrivere per il tuo blog?
Mi fa sentire bene, non so come altro dirlo. In un certo senso i blog mi servono anche a realizzare la parte di me che professionalmente non si sente ancora completamente realizzata.

• Per salutarci, potresti riportare una frase che ti piace associare al tuo blog?

Una poesia di Shel Silverstein vale per entrambi.

Se sei un sognatore, fatti avanti,
se sei un sognatore, un mentitore,
un desideratore, un compratore di elisir d’amore,
se sei un fingitore, vieni al mio focolare:
dobbiamo tessere storie con fili luccicanti.
Vieni avanti, vieni avanti.

(Shel Silverstein)

 

Mar
18
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 18-03-2013

Vedendo il calendario mi accorgo che ieri era il giorno 17 marzo 2013!

Esattamente lo stesso giorno di due anni fa decisi di rendere visibile al web il mio amato blog! Da allora non ho mai smesso di scrivere e pubblicare su di esso. Da allora sono cambiate tante cose nella mia vita, sia personale che professionale, ma Gocce di Psicoterapia è sempre stato presente, così come lo sono i suoi lettori. Penso sia un po’ come un circolo vizioso in cui la voglia di condividere i miei pensieri alimenti le pagine virtuali che attraggono i lettori i quali, a loro volta, fomentano la mia brama di condivisione e scrittura.

Alcuni mi chiedono come faccia per il tempo impiegato a scrivere e per la costanza nel farlo? Ho capito che ormai è diventata un’azione spontanea e almeno per ora, non ho nessuna intenzione di smettere. Certo, ci sono dei giorni in cui la vena da blogger è praticamente assente, altri invece in cui starei per ore al pc. Penso sia normale, avere delle rese maggiori o minori in qualsiasi attività ci si dedichi. Ciò che mi intriga è che più vado avanti con la mia professione, più ho voglia di far crescere il Blog e la Rubrica Gocce di Psicoterapia. Fortunatamente, mi rendo conto che, nonostante la forte crisi economica, l’attività clinica prosegue e cresce. Ciò sta a significare che le persone siano sempre più consapevoli che farsi aiutare da un esperto per risolvere i propri disagi psicologici, relazionali ed emotivi non sia una debolezza, ma una risorsa in più a cui rifarsi.

E’ una grossa soddisfazione vedere dei pazienti con disturbi d’ansia, dipendenze affettive, disturbi sessuali, relazionali e via dicendo che affrontano insieme a me un percorso duro ma soddisfacente e concludono la terapia serenamente, in virtù di grossi cambiamenti e miglioramenti. O anche fare attività di consulenza, soprattutto a dei genitori in difficoltà con il processo educativo dei loro figli, mi fa riflettere su quanto sia preziosa l’opera di collaborazione tra varie figure, al fine di portare avanti al meglio la società.

Fare la psicoterapeuta mi permette di conoscere e affrontare diverse realtà e a viverle in base a varie prospettive. La possibilità di aiutare altri a sciogliere dei nodi esistenziali, mi offre l‘opportunità di crescere, sia personalmente che professionalmente, e di aprirmi a numerose esperienze. Perché allora non condividere il tutto via web? Che via più facile e diretta ci sarebbe in alternativa?

Non mi resta che ringraziare le migliaia di persone che in questi due anni hanno seguito Gocce di Psicoterapia e tutti i pazienti che contribuiscono pur non essendone consapevoli, a tutto ciò di cui vi ho appena scritto. Anche perché, se non ci fossero loro, non ci sarebbe nemmeno questo blog!

Vi lascio ricordandovi che per qualsiasi informazione o richiesta di appuntamento nelle sedi di Cagliari, Villacidro (VS) e Bergamo, potete contattarmi al numero 3207297686 o all’indirizzo e-mail caterina.steri@tiscali.it

A presto,

Caterina Steri.

 

Mar
14
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 14-03-2013

Proseguendo il mio lavoro di rassegna fra vari blog di non addetti al lavoro da psicologo, oggi vi mostrerò l’intervista fatta agli autori di FlipThroughThe World, pagine virtuali di due giovani avventurieri affamati di conoscenza verso il mondo. Ve ne parlai tempo fa nel post Flip through the world: è ancora possibile realizzare dei sogni 

Ogni volta che leggo ciò che scrivono non posso fare altro che emozionarmi, capire che vivere è bello, nonostante la vita spesso ci metta a dura prova, e che per questo non bisogna smettere di seguire i nostri sogni. Ma potrei continuare così per ore, quindi vi lascio alla lettura dell’intervista di  EffeFemmina ed EffeMaschio.

 

•             Chi sei e cosa fai nella vita?

Bella domanda. Qualche tempo fa ti avrei risposto che sono Francesca, faccio la consulente informatica e  vivo a Roma. Oggi non lo so. Mi chiamo sempre Francesca, ma ora anche EffeFemmina, il mio alias nel blog, è diventato un po’ il mio nome: è un po’ come se questa seconda personalità mi si fosse cucita addosso, dopo quasi due anni di scrittura sotto questo pseudonimo. Ho fatto la viaggiatrice vagabonda, nell’ultimo anno. Ora vivo a Melbourne e faccio la scrittrice, e la cameriera part-time, e l’affittacamere. Qualcuno mi ha detto che sono un clichè, mi ha incastrata nella casella della scrittrice semi-fallita, che si guadagna da vivere con le mance….idea romantica, quasi da romanzo, peccato che proprio perchè non volevo più stare in una delle casella in cui la gente ti inserisce mi sono licenziata più di un anno fa dal mio lavoro a tempo indeterminato, rinunciando a soldi, carriera, macchina aziendale, assicurazione sanitaria, e il corredo aziendale di stress e insoddisfazioni.  In fondo non è male essere un clichè, meglio di essere una donna in carriera senza vera libertà, piena di nevrosi e con una clessidra perennemente puntata alla tempia. Al momento, l’unica cosa sicura su di me è che sono una viaggiatrice, che solo viaggiare mi fa scorrere il sangue nelle vene, mi fa sentire viva, mi fa sentire che non sto sprecando i miei giorni. A parte viaggiare, devo ancora capire cosa voglio fare nella vita.

•             Mi presenti il tuo blog?

Il mio bambino si chiama FlipThroughThe World, che vuol dire “Sfogliare il mondo”. E’ un bambino condiviso tra me e il mio compagno, rispettivamente EffeFemmina ed EffeMaschio. Inoltre, c’è una terza voce che si chiama DoppiaEffe, che è l’unione di noi due: una voce un po’ esterna che si diverte a raccontare le nostre avventure (e disavventure). Il nostro è nato come un blog di viaggio, inizialmente, ma è diventato il nostro testamento spirituale, in quasi due anni di vita. E’ nato per raccontare il nostro giro del mondo di otto mesi attraverso Asia, Australia e Nuova Zelanda, Sud America, Cuba e Messico. Doveva raccontare non solo il viaggio, ma anche i preparativi, il difficile periodo tra il pensare di partire e il decidere di farlo: i nostri tormenti, le nostre paure, le poche certezze. Poi è arrivato il viaggio, ed il blog è stato il nostro modo per comunicare con casa e con gli amici, ma soprattutto per raccontare e raccontarci, man mano che il mondo passava sotto i nostri piedi. Ora il blog continua ad esistere, e racconta la nostra nuova vita nella terra dei canguri. E’ un blog spensierato, che cerca di raccontare il mondo secondo il nostro personale punto di vista, che cerca sempre di essere quanto più possibile diverso da quello di un turista, sia che siamo in viaggio, sia che si parli di Australia. E’ un blog politico, a volte, perchè il nostro sguardo sul mondo non è neutro, non siamo andati in giro solo per fare foto e collezionare belle immagini, ma per studiare, per capire, per immergerci in qualsiasi cosa ci passasse accanto. E lo stesso cerchiamo di fare qui, in questo strano ritorno ad una vita normale, dopo 8 mesi con lo zaino sulle spalle.

 

•             Perché hai deciso di diventare blogger?

EffeFEmmina: Ho sempre tenuto un diario, anche quando ero bambina. Adoro scrivere, la penna sulla carta mi fa stare bene, è una specie di terapia. Il blog ha lo stesso effetto: mi rilassa, mi calma, mi fa ragionare. E poi mi piace condividere quello che provo, sia nel bene che nel male, momenti allegri e bui, non ho paura dei giudizi altrui, scrivere un blog mi ha aiutato in questo. E’ bello trovare un supporto dall’altro lato quando le cose non vanno bene, il blog mi permette di sentirmi vicina a tutti gli amici che sono, purtroppo, lontani….tanti di loro leggono nell’ombra, è un piacere scovarli. Scrivere un blog ed avere qualcuno che ti segue, che trova nel tuo modo di scrivere ispirazione,  o anche solo un sorriso, è per me una grandissima gioia. Forse perchè ho sempre fatto lavori inutili che non davano gioia a nessuno? Questo spetta a lei dirlo, mia cara Dottoressa Steri ;)

EffeMaschio: Per l’esigenza di condividere le nostre avventure e le nostre sensazioni con i amici e familiari ed estranei

•             Cosa pensano gli altri del tuo essere blogger?

Il blog durante il viaggio è stato molto seguito. Una delle cose più emozionanti è stato ricevere email di perfetti sconosciuti che si complimentavano per l’avventura, e  per il nostro modo di raccontarla: sentirsi dire che dalle mie parole è possibile rivivere le mie emozioni è forse il complimento più bello e gradito che mi sia mai stato fatto. Poi non so: quelli a cui non piace non lasciano commenti negativi, assumo che piaccia a tutti ;)

•             Come ti fa sentire scrivere per il tuo blog?

EffeFemmina: Mi fa sentire bene. Rileggere il post prima di cliccare il bottone “Pubblica” mi da una carica di adrenalina. Mi piace condividere le mie emozioni con gli altri, sia amici che sconosciuti. Mi piace discutere, mi piace poter dare delle idee a qualcun altro, mi piace ragionare a voce alta sulla mia vita. E’ bellissimo aprire la posta e trovare la notifica di un commento ad un proprio post. Ora, stando lontana, nel posto quasi più lontano da casa, scrivere mi fa sentire più vicina…e questo scalda il cuore.

EffeMaschio: soddisfatto

•             Per salutarci, potresti riportare una frase che ti piace associare al tuo blog?

EffeFemmina: E’ una frase che mi ha ispirata nella decisione di partire per il giro del mondo, rimettendo in discussione tutto quello che ero stata fino a quel momento:

Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai.

A. Baricco

E’ una frase che una carissima amica mi ha scritto in un bigliettino di auguri natalizio, e da allora io ho sempre cercato di tenere fede all’impegno: stare dalla parte dei desideri, crederci, non scoraggiarsi, non accontentarsi di quello che sembra normale. E’ un bell’impegno, ma da tante soddisfazioni.

EffeMaschio:

Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina

Sant’Agostino

 

Mar
11
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 11-03-2013

Buongiorno a tutti,

Vi segnalo un interessante appuntamento per domenica 17 marzo 2013. Una Maratona di Bioenergetica, a cura delle Dotteresse Monica Carboni e Grazia Fadda. Potete trovare nella locandina tutte le informazioni utili, nel caso vogliate partecipare o chiedere delle informazioni per i prossimi appuntamenti riguardanti i lavori di Bionergetica.

Intanto, come promesso, in risposta ad alcune richieste avute negli scorsi giorni, vi invito a leggere il post Consulenza e pronto soccorso psicologici. Fino ad ora i tempi di attesa per il primo appuntamento sono stati rispettati. Considerata la risposta positiva, cercherò di andare avanti così, fino a che vari impegni e periodi festivi ne daranno la possibilità.

Buona settimana a tutti,

Caterina Steri.

Mar
07
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 07-03-2013

Buongiorno a tutti,

come ogni tanto capita, pure oggi vi segnalo un articolo pubblicato sul sito di Repubblica qualche giorno fa.

Uno studio dell’Istituto Giapponese di Scienze Radiologiche illustra come la convinzione di essere superiori sia frutto dell’interazione tra due regioni cerebrali ben specifiche. Le persone depresse non sarebbero coinvolte da questo meccanismo, ragion per cui, tendono ad essere più realiste rispetto a quelle sane.

Specifica l’artefice nipponico della scoperta, Yamada, che “I depressi hanno una visione più realista di se stessi e quando sono depressi gravi, hanno una visione pessimista”.

Questa scoperta potrebbe essere quindi una chiave di volta per la cura della depressione!

Per leggere l’articolo cliccate quì.

Intanto vi auguro una buona giornata,

Caterina Steri

Se ti interessa leggere ancora i miei post sulla depressione clicca quì.

Mar
04
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 04-03-2013

Buongiorno a tutti,

iniziamo subito con la rassegna dei blog di cui vi avevo parlato in Essere blogger fa bene alla salute.

Oggi vi presento l’autrice di Cambio rotta a cui settimane fa ho dedicato un mio post perché tanto colpita e affascinata dalla sua esperienza , Serena, e incantata dal suo modo di scrivere.

Cambio rotta è un blog molto giovane che racconta come l’autrice si sia “slegata” da ciò che era scritto nel libro della sua vita per dedicarsi a tutt’altre esperienze. No planning… è il suo motto e vi invito a conoscerla meglio.

Intanto la ringrazio per aver dato la sua disponibilità a rispondere alle mie domande e le faccio un grosso in bocca al lupo per la sua esperienza in Nepal.

 

• Ciao Serena, chi sei e cosa fai nella vita?

Sono una ragazza che ha deciso di seguire la sua vera vocazione e “cambiare rotta”, mettendo in stand-by la carriera professionale (medica) per partire da sola e con un biglietto di sola andata alla volta dell’Australia dove vestire i panni di una nuova professione, quella della “curiosa”. Sono infatti curiosa di testarmi in attività ed esperienze che non ho mai provato prima, sfruttando lavori occasionali (che niente hanno a che vedere col mio background accademico), per sopravvivere viaggiando. Il mio obiettivo è viaggiare il più a lungo possibile, in diversi paesi, e sfruttare questo periodo per conoscere, scoprire, incontrare, imparare, condividere, crescere. Ossia, in una parola, Vivere, come piace a me.

• Mi presenti il tuo blog?

Il mio blog è nato quando ho deciso di cambiare rotta (da qui il suo nome), descrive quindi tutto il percorso di azioni ed emozioni che si sono susseguite in questi ultimi mesi. Parla delle mie esperienze di lavoro e volontariato, delle mie esplorazioni a Melbourne e dintorni, del mio prossimo viaggio in Nepal: racconta la mia storia in evoluzione, un percorso non programmato dove non si sa mai cosa succederà nella prossima puntata. Raccoglie le riflessioni che questo cambiamento di vita mi ha suscitato.

• Perché hai deciso di diventare blogger?

Perché scrivere mi appassiona, perché sento che solo scrivendo riesco davvero a comunicare chi sono e chi vorrei essere, perché il blog mi permette di tenere a mente il percorso compiuto per arrivare dove sono ora. Ho creato questo spazio perché sentivo il bisogno di condividere le mie esperienze e sensazioni, e perché volevo dare una dimostrazione tangibile -soprattutto a chi ha paura del cambiamento- che “volere è potere”, un chiaro invito a seguire le proprie aspirazioni, passioni e sogni, alla ricerca della propria realizzazione personale.

• Cosa pensano gli altri del tuo essere blogger?

Cioè del fatto che dedichi buona parte del mio tempo a scrivere di ciò che mi passa per la testa e/o combino? Sinceramente non ne ho la più pallida idea! Dovrei chiederlo a loro! Anche se ho la sensazione che la maggior parte non si ponga nessuna domanda a riguardo. Suppongo che ci sarà poi chi pensa che sia un buon modo di dare sfogo a una passione, chi ci vedrà una perdita di tempo e chi pensa che lo faccia per guadagnarci qualcosa. Ma queste sono solo mie supposizioni.

• Come ti fa sentire scrivere per il tuo blog?

Scrivere mi fa sentire soddisfatta, piena, felice. Mentre scrivo l’articolo sento che sto riuscendo a dar voce ai miei pensieri più intimi, scrivere mi aiuta a fare chiarezza, a svuotarmi, e l’articolo appena partorito è l’unico specchio che sento essermi veramente fedele. Questo significa che il benessere che mi trasmette è indipendente dalla fase successiva, la pubblicazione, che non fa altro che arricchire questa sensazione con un’emozione in più, grazie al fatto che sento di aver regalato i miei pensieri più autentici a chiunque mi legga, accettando quindi che ci sia chi condivide i miei pensieri e chi no. Pubblicare significa infatti affrontare il pubblico, e avere il coraggio di farlo mi fa sentire cresciuta.

• Per salutarci, potresti riportare una frase che ti piace associare al tuo blog?

“Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite.” (Mark Twain)