Apr
30
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 30-04-2012

Buongiorno a tutti,

è un piacere annunciare che Gocce di Psicoterapia è diventato blog del giorno lo scorso 26 aprile con il post La ninfomania, uno di quei problemi che servono a colmare un vuoto esistenziale.

Ringrazio per questo la redazione di Tiscali e tutti i lettori che mi seguono.

Caterina Steri

Solitamente il termine ninfomane viene usato con un’accezione negativa nei confronti di una donna considerata dai facili costumi.

In realtà, la ninfomania è un vero e proprio problema psicologico, anche se viene più o meno usato in base al contesto sociale in cui si trova e viene confuso con il semplice piacere della carne.

Infatti è abbastanza difficoltoso in ambito sessuale distinguere tra la normale ricerca del piacere e la patologia. E’ invece facile che nascano confusioni, equivoci e spesso in modo errato, giudizi morali.

Inoltre, nel 1995 la ninfomania venne tolta dal Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, insieme all’equivalente maschile chiamato satiriasi, e il suo concetto è stato inserito all’interno della categoria delle dipendenze sessuali.

La ninfomania è il bisogno incontrollabile, da parte di una donna, di avere rapporti sessuali indipendentemente dal fatto che essi siano soddisfacenti o no. E’ un bisogno di cui non si può fare a meno e comunque sempre insaziabile.

La donna ninfomane non da importanza a nessun giudizio morale, è troppo schiava del suo bisogno per poterlo considerare. Il bisogno di cui si parla non è di tipo sessuale, ma psicologico dovuto alla necessità di fuggire dalla propria solitudine, di trovare attraverso il contatto fisico una comunicazione con gli altri e un’approvazione nei suoi confronti. La sessualità è l’unico strumento che la ninfomane ha per avere una relazione con l’altro. Per questo si schiavizza nei confronti di qualsiasi condizionamento.

E’ caratterizzata dalla perdita di inibizioni, cerca in continuazione di sedurre e provocare l’altro. Si dedica a queste attività con lo scopo di soddisfare le sue esigenze per quasi tutti i tempi e gli spazi di vita, trascurando e danneggiando la sfera familiare, sociale, affettiva e lavorativa.

Per colmare il suo vuoto non ha bisogno di una relazione stabile, ma di un uomo qualunque. I suoi rapporti sessuali sono freddi e impersonali e spesso non raggiunge l’orgasmo. Oltre a tutto, il passaggio da un uomo ad un altro è dovuto alla convinzione che il motivo dell’insoddisfazione sia legato al partner e non ad una situazione personale di disagio psicologico.

Esiste anche un tipo di ninfomania platonica che consiste soprattutto in una masturbazione compulsiva, accompagnata da forti fantasie erotiche.

Dalla ninfomania è possibile guarire sia con la psicoterapia individuale che con quella di gruppo. Nel primo caso è molto importante lavorare sulle cause del disturbo, l’adozione di comportamenti alternativi e il controllo degli impulsi. Il lavoro di gruppo permette di confrontarsi con altre persone che hanno lo stesso problema e che si trovano in fasi diverse del percorso di guarigione. Inoltre il non sentirsi sole può costituire uno stimolo in più per andare avanti. Può essere usata anche una terapia farmacologica indicata da uno psichiatra.

Apr
23

Stando a contatto con diverse persone, non posso fare a meno di notare come molte di queste si mangino le unghie. Nei casi più gravi, anche le pellicine e le cuticole circostanti. Questa malsana abitudine compulsiva viene chiamata onicofagia e si manifesta soprattutto in periodi di nervosismo, noia, stress, ed è sintomo di un disagio più profondo.

E’ un problema che può manifestarsi sin dall’infanzia e se non curato può protrarsi fino all’età adulta.

Chi pratica l’onicofagia, rischia di trasportare nella bocca tutti i germi e batteri che vengono depositati sotto le unghie. Oltre a tutto, può venire ridotta la motilità delle mani perché troppo impegnati a tenere le dita in bocca. Viene poi facilitata la produzione di carie nei denti perché si intacca la sostanza adamantina degli incisivi.

Dal punto di vista sociale, vedere una mano con le unghie consumate, può far pensare ad una persona timida, con scarsa autostima che al posto di riversare la sua rabbia contro il mondo esterno, la riversa contro se stessa sottoforma di autolesionismo. Mi ha colpito tanto il caso di un adolescente seguito da me che ogni volta che parlava del padre da cui si sentiva abbandonato e con il quale era molto arrabbiato, si mangiava le unghie.

Inoltre, l’onicofago diventa tale anche per compensare un bisogno di attenzione. Ad esempio, si sviluppa nei bambini a cui nasce un nuovo fratellino e che hanno bisogno di richiamare l’attenzione dei genitori. In questi casi è meglio non rimproverarli, ne farne un dramma, ma cercare di parlare con loro delle proprie ansie e non facendoli sentire soli.

Serve anche a controllare stati di ansia e di forte noia.

L’onicofagia tende a scomparire volontariamente quando viene meno la causa del malessere, ma potrebbe riproporsi in future situazioni di stress.

Sebbene sembri innocua, costituisce una vera e propria forma di autolesionismo, ed è per questo motivo che nei casi più gravi è meglio chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta per capire quali siano le cause che hanno portato allo stress, per ridurre ansia, rabbia e noia.

Viene poi stimolata in chi ne soffre l’adozione di comportamenti “alternativi” al mangiarsi le unghie. Ad esempio ponendosi l’obiettivo di rendere nuovamente presentabili le proprie mani. A volte prendendosi cura di un dito alla volta. Oppure iniziando a praticare un’attività sportiva per scaricare rabbia e tensioni.

Quindi, quando proprio non si può fare a meno di mangiarsi le unghie, meglio capire cosa si nasconda dietro questo pratica e adottare dei rimedi.

Apr
19

Buongiorno a tutti,

oggi Vi invito a leggere ciò che ha scritto una mia ex paziente alla fine di un percorso di psicoterapia strategica integrata. Testimonianza molto importante perché mostra il mio lavoro dal punto di vista di chi ne usufruisce.

E’ interessante notare come ognuno descriva ciò che ha fatto in modi totalmente personali e diversi. Basta leggere anche il post Cara Psicoterapia per fare un confronto.

Detto ciò, buona lettura a tutti.

Caterina Steri.

“Perché ciò che ci salverà, non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo”. A. Baricco – I Barbari.

In cinque mesi ha piovuto più di quanto si possa immaginare: spaventosi e interminabili temporali, che si intrecciavano a giornate di vento e di timido sole. Ma nonostante tutti gli imprevisti del caso, finalmente si è arrivati ad incontrare la bella stagione.

C’è voluto tempo e fatica prima di vedere il sole, ma più di tutto prima di sentirne anche solo un raggio. E per quanto quel calore fosse ristoratore, c’è voluto anche un gran coraggio a presentarsi sotto quel cielo e ammettere che il tempo stava cambiando.

Perché per quanto il cambiamento possa risultare terapeutico e migliore, c’è anche da dire che spaventa da morire. E non spaventa tanto l’idea che sia il mondo intorno a noi a cambiare, quanto il nostro aspetto e la nostra stessa vita riflessa nello specchio.

Mutare atteggiamento, modo di esprimersi, decidere di essere molto di più dell’idea fittizia di noi stessi a cui abbiamo abituato le persone che ci stanno attorno; essere concreti per crescere finalmente senza trucco o false vesti, spogliandosi e imparando con il tempo ad essere semplicemente noi stessi con i propri pregi e difetti, fregandosene per una volta tanto del parere contrario di chi ci sta affianco.

In cinque mesi di percorso, nonostante il malumore, la rabbia insana, la voglia di scappare e cadute memorabili, ho trovato il coraggio di girare la chiave e, dopo tanto tempo, aprire quella gabbia fatta di sfiducia e paura, per uscire finalmente fuori, nonostante la tempesta fosse appena iniziata.

Ho imparato ad avere consapevolezza della mia voce e di quella delle mie emozioni, iniziando a conoscerle per darle un senso e non esserne più terrorizzata, e cominciando così, finalmente a vivere e non solo più a respirare.

Come qualsiasi altra esperienza, mi porto dietro qualche rimpianto, ma senza farlo influire negativamente su ciò che ancora devo raggiungere.

Son convinta di aver terminato un capitolo importante della mia vita, ma sono ancora più convinta del capitolo successivo che andrò a scrivere, consapevole e orgogliosa di quel personaggio principale, che nonostante le titubanze iniziali, si è decisa finalmente a voler crescere.

“Poiché la disperazione era un eccesso che non le apparteneva più, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura con l’incrollabile tenacia di un giardiniere a lavoro il mattino dopo il temporale”. A. Baricco, Seta.

Se vuoi saperne di più sulla psicoterapia strategica integrata clicca quì.

Apr
16
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 16-04-2012

Ecco a voi la locandina del corso sulla genitorialità che si terrà presso il Baby Parking LE MERAVIGLIE DI ROSA in Via Francesco Riso, 11 a Pirri (CA).

Gli incontri sono previsti per i giorni 2, 9, 16 e 30 maggio 2012 dalle 18:30 alle 20:30 e le adesioni sono aperte a tutti i genitori interessati a partecipare.

(la data dell’ultimo incontro potrebbe essere anticipata, in accordo con i partecipanti, al giorno di venerdì 25 maggio 2012).

Per iscrivervi potete rivolgervi direttamente alla responsabile della struttura o a me entro il giovedì 27 aprile 2012.

Buona giornata a tutti,

Caterina Steri.

Per saperne di più sui vari corsi clicca quì.


 

Apr
12
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 12-04-2012

Oggi vi invito a leggere alcune righe tratte dal libro “Cuore, sesso, amore” di Lowen.

“[… ]essere innamorati può essere il paradiso, o può essere un inferno se l’Amore è respinto.

Credo che tutti abbiamo conosciuto il paradiso e l’abbiamo perso. L’innamoramento avviene quando pensiamo di averlo di nuovo trovato. Quel paradiso dove tutti i bisogni erano appagati, dove non era necessario sforzarsi o lottare, era il ventre materno.

Per molti quella condizione paradisiaca prosegue per breve tempo dopo la nascita, quando la madre, come la buona terra, si cura di noi e ci protegge. Prima o poi questo stato di beatitudine finisce, ma il cuore ne conserva un desiderio intenso.

Quando incontriamo qualcuno che ci ricorda o ci fa provare quelle sensazioni che il cuore non ha dimenticato […] sembra avvenga il miracolo ; il sogno sembra divenire realtà. Nella maggior parte dei casi, la speranza svanisce. Ciò che sembrava realtà si trasforma in un’illusione. Perché questo crudele inganno? Dov’è l’errore?

Un problema che si incontra immancabilmente, discutendo dell’amore, è che la parola designa 2 sensazioni

differenti, che hanno entrambe origine nel cuore. Una è il forte desiderio di intimità che è causato dal BISOGNO; l’altra e il desiderio di intimità che deriva dalla pienezza del cuore. Nel primo caso il sentimento dell’amore, sebbene sincero, è infantile e immaturo; ha un connotato di disperazione perché aspira a tenere legata l’altra persona. Una volta realizzato il legame, la persona dipendente non si sa lasciare andare all’Amore. Al contrario, l’Amore che ha origine nella pienezza dell’essere è MATURO; non vincola la persona amata, ma piuttosto, la lascia libera.”

Queste righe sono state prese come spunto durante il terzo incontro del corso LIBERAMENTE che ho tenuto assieme alla collega di Sant’Antioco (CI), la Dott.ssa Monica Carboni, per affrontare il tema della relazione. Nello specifico abbiamo affrontato il discorso su come le persone STIANO nella relazione, quali siano le loro difficoltà, le paure e anche i punti di forza. Alcuni partecipanti del corso sono riusciti a prendere consapevolezza di comportamenti da loro spesso ripetuti che “danneggiano” le relazioni” e se stessi. Comportamenti a cui non avevano mai fatto caso e nell’ambito dei nostri incontri si stanno sperimentando nel cercare di eliminarli per adottarne nuovi più efficaci ai fini del loro benessere.

Il lavoro di gruppo aiuta ad avere un confronto, a smascherare i comportamenti disfunzionali e a sperimentarsi in altri più “sani”. Per questo motivo, con la collega, abbiamo esortato gli utenti a “sfruttare” il lavoro del gruppo traendone più vantaggi possibili e ad affrontare le situazioni in modo nuovo per poi riuscire a farlo pure nella realtà quotidiana.

Per saperne di più sulle altre attività di gruppo clicca quì.

 

Apr
05
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 05-04-2012

Tra i prossimi appuntamenti, vi segnalo che il prossimo 27 maggio, in considerazione dei risultati raggiunti durante il corso Emotivamente tenutosi a Sant’Antioco, insieme alla collega Monica Carboni, abbiamo deciso di tenere un ulteriore corso sulle Emozioni concentrato in una sola giornata: EmotivaMENTE Short. L’incontro avrà come obiettivo principale quello di dare alle persone uno spazio per lavorare sulle proprie emozioni attraverso l’unione di due approcci diversi: la psicoterapia strategica integrata e l’analisi bioenergetica.

Il corso si terrà a Quartu Sant’Elena (CA) in via Sant’Antonio, 117

Per ulteriori informazioni vi invito a leggere la locandina di seguito e a non esitare nel contattarci.

Caterina Steri

Informazioni sulle altre attività di gruppo.

Apr
02
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 02-04-2012

Grazie alla risoluzione di varie situazioni logistiche, oggi posso comunicarvi che a partire da questa settimana, dopo parecchio tempo, riprenderò la mia attività professionale anche a Cagliari, in Via Ada Negri, 10 c/o il Laboratorio Analisi Clinico-Chimico Batteriologico Sardo srl.

Per qualsiasi informazione e per avere un appuntamento potete sempre contattarmi telefonicamente al numero 3207297686.

Per ogni altra informazione è possibile continuare a scrivermi al solito indirizzo e-mail: caterina.steri@tiscali.it

Buona settimana a tutti,

Caterina Steri.

Per saperne di più sulle sedi di lavoro vai alla pagina dei contatti.