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13

Ancora sulla psicoterapia strategica integrata

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 13-02-2012 e taggato

Come avrete notato, ogni tanto mi piace dedicare un articolo al tipo di approccio su cui si basa il mio lavoro di psicoterapeuta. Tra le varie domande che mi vengono rivolte, sono molto frequenti quelle riguardanti gli obiettivi di un percorso di psicoterapia strategica integrata.

Il terapeuta, in accordo con il paziente, ha l’obiettivo di aiutarlo ad acquisire gli strumenti necessari per liberarsi del suo “sintomo”, del suo malessere. Strumenti la cui efficacia viene consolidata nel tempo in modo tale che una volta finita la terapia, i pazienti possano tornare a casa con un bagaglio di consapevolezza, di nuovi comportamenti, di apertura mentale tale, da poter essere usato ad ogni occasione. La psicoterapia strategica integrata, aiuta a fare tutto ciò che vi ho appena detto, ma esistono eventi di vita purtroppo non controllabili e non prevedibili che possono presentarsi nel tempo. Se il paziente ha lavorato bene durante il percorso terapeutico, inevitabilmente avrà conservato tutto ciò che è scaturito da esso e quindi potrà usare la sua esperienza in qualsiasi occasione di vita (anche dopo la fine del percorso). La mia esperienza clinica, mi permette di dire che le persone che sono arrivate fino alla fine di una terapia, non sono più tornate in studio e quando hanno sentito l’esigenza di contattarmi, lo hanno fatto in riferimento a problematiche differenti rispetto a quelle su cui già si era lavorato.

In sintesi, quindi, il vero successo della psicoterapia oltre la guarigione dal sintomo, sta nel fornire al paziente gli strumenti per affrontare i problemi futuri e per dargli una capacità di ripresa veloce ed efficace.

Una delle paure più grandi è la convinzione di dover diventare dipendenti dal terapeuta per poter guarire dai propri malesseri. Permettetemi di dire che questo non è assolutamente vero. E’ importante creare un rapporto di totale fiducia tra paziente e terapeuta. Fiducia mirata al fatto che il paziente si senta totalmente libero all’interno dello studio, così da poter lavorare e rendere al meglio gli sforzi che vengono fatti.

Tenete presente che fiducia non vuol dire dipendenza!

Recentemente è arrivato nel mio studio un paziente che soffriva di ansia, inizialmente si presentava con un atteggiamento abbastanza diffidente sia nei miei confronti piuttosto che nei confronti del mio lavoro. Solo quando si è reso conto che in poche sedute aveva riscontrato importanti miglioramenti dal punto di vista sintomatico, iniziò a darmi fiducia e a trovare una sempre maggiore motivazione nell’andare avanti. Questo mi ha portato a pensare che la voglia di affrontare una psicoterapia si autoalimenta con gli obiettivi che vengono raggiunti in breve tempo.

Altro punto fondamentale è che l’eliminazione del sintomo porta a tutta una serie di effetti. Vi faccio l’esempio dell’ansia. Chi ne soffre spesso è invalidato da essa perché non riesce a svolgere più in modo normale la sua vita. Una volta eliminata, arrivano quelli che io chiamo effetti a cascata, si riprende in mano la propria quotidianità e la si vive anche meglio di prima perché si diventa consapevoli di tanti elementi disfunzionali che hanno portato a stare male e che hanno alimentato il malessere.

Un’altra caratteristica fondamentale, soprattutto in questo periodo di totale crisi economica, è che ci sono problemi che possono essere risolti in tempi relativamente brevi. Se riprendiamo l’esempio dell’ansia, sono necessarie una decina di sedute per eliminare il sintomo, acquisire dei comportamenti funzionali al proprio benessere e far si che questi vengano consolidati nel tempo.

Naturalmente, tutto ciò può accadere, solo se il paziente si impegna ad assumere un ruolo attivo nel suo processo di guarigione. E’ lui che deve decidere di voler guarire e migliorare, e il terapeuta deve aiutarlo a trovare la motivazione e la fiducia in esso dandogli la possibilità di “assaporare” i vantaggi della terapia fin dalle prime sedute. Solo in questo modo si può portare alla fine, nel migliore dei modi un percorso di psicoterapia.

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