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06

Il disturbo post traumatico da stress si sviluppa in seguito a forti traumi, come quello del naufragio della Concordia

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 06-02-2012 e taggato ,

Da qualche settimana ad oggi si parla tanto dell’incidente della nave da crociera Concordia, evento che ha avuto sicuramente un forte impatto emotivo, non solo nei confronti di chi lo ha subito. Mi viene da pensare alle innumerevoli conseguenze che un incidente del genere possa aver causato: sociali, ambientali, economiche, familiari… Come psicologa, mi è facile supporre che tra queste ce ne siano alcune colpite da conseguenze psicologiche importanti. Tra le tante, il disturbo post traumatico da stress, che scaturisce infatti, in seguito ad eventi stressanti e traumatici quali catastrofi, incidenti e violenze, anche se l’aver vissuto un’esperienza traumatica non genera automaticamente un disturbo del genere. La storia di questo disturbo lo identifica pure come nevrosi da guerra, perché riconosciuto tra le varie conseguenze sui soldati coinvolti nel conflitto bellico in Vietnam.

Per diagnosticarlo occorre che la presenza dei sintomi compromettano il funzionamento sociale e/o lavorativo della persona e che questi possano essere direttamente correlati ad un evento traumatico che abbia causato orrore, paura intensa o senso di impotenza.

Nelle vittime del disturbo post traumatico da stress si manifestano “il continuo rivivere l’evento traumatico, l’evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma, la riduzione progressiva della vivacità intellettiva e sensoriale” (DSM IV R).

Vi è poi un innalzamento dei livelli di ansia, depressione, rabbia, insonnia, incubi, difficoltà a concentrarsi.

Penso alle vittime della Concordia, piuttosto che a quelle delle alluvioni dei mesi precedenti, o dei terremoti, mi viene da rivolgermi a loro dicendo che tutti questi sintomi non sono manifestazione di follia, ma naturale conseguenza dei traumi subiti e che possono essere affrontati e risolti insieme all’aiuto di esperti. Il dolore e la paura possono essere affrontati, associando motivazione e convinzione nella possibilità di superarli.



2 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

M.Vittoria on 27 Novembre, 2013 at 16:14 #
    

Ciao Caterina, io personalmente non ho assistito ad una catastrofe come lo è stata quella della nave Concordia, ma sono stata un’alluvionata. Fuori casa per una settimana, raggiungere la propria abitazione solo con la barca, gettare e gettare gran parte della tua abitazione sono state alcune tra le complicanze che io e la mia famiglia abbiamo dovuto risolvere. Certo, le nostre vite sono salve e alla fine anche la nostra casa, ma in ogni caso la maggior parte delle persone con cui ti trovi a raccontare della tua disavventura, non colgono minimamente il fatto che dietro ad una tale situazione ci siano state conseguenze anche psicologiche, non solo economiche. Vivere certe situazioni a pieno, forse non subito, comportano stati d’ansia indescrivibili insieme ad uno stress molto molto forte..


caterina.steri on 27 Novembre, 2013 at 21:14 #
    

Grazie M. Vittoria per la tua testimonianza. Spero possa servire a sensibilizzare ulteriormente le persone sull’argomento. Spesso, una volta risolto il lato pratico, ci si sente soli perchè psicologicamente non si ha la possibilità di condividere ed elaborare il trauma.
Caterina.


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