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Adolescenza: l’importanza dei confini tra genitori e figli

Filed under (Link amici) by caterina.steri on 02-05-2011 e taggato

Adolescenza

Avere un figlio adolescente in casa può dare la sensazione di avere a che fare con un estraneo. L’adolescenza viene descritta soprattutto come momento di crisi difficile da superare piuttosto che come il periodo di opportunità in cui il bambino diventa più autonomo e inizia a percorrere il cammino verso l’età adulta.

I genitori si ritrovano a dover porre dei limiti all’adolescente per aiutarlo nello sviluppo. Allo stesso tempo, anch’essi dovrebbero porsi dei confini per incentivare l’indipendenza del figlio. Non solo i genitori possono sentire i loro figli degli estranei, ma anche questi ultimi possono sentirsi estranei a se stessi a causa dei veloci cambiamenti del corpo, soprattutto nella prima adolescenza, e degli squilibri ormonali da cui si viene travolti. Le femmine affrontano l’esperienza delle mestruazioni, che culturalmente rimarca l’avvento dell’età adulta e del farsi carico di ulteriori responsabilità. I maschi nascondono ansie soprattutto rispetto alla loro virilità, che misurano rispetto alle conquiste e ai successi.

L’adolescente fluttua tra momenti di indipendenza e ribellione e altri di regressione all’età infantile. Un momento si sente al settimo cielo, il momento dopo piange disperato senza sapere quale sia il motivo della propria infelicità. I genitori si trovano spiazzati e non sanno quando bisogna essere più accoglienti e protettivi e quando più fermi nell’imporre i loro limiti e le regole. La chiave di volta ideale sarebbe riuscire ad essere forti e allo stesso tempo flessibili. Gli adulti dovrebbero essere pronti ad avere a che fare con una persona nuova tenendo a mente il bambino che hanno cresciuto. Se si è convinti di aver fatto il meglio per il proprio figlio e che è arrivato il momento che lui si avventuri da solo nell’esplorazione del mondo si avrà fiducia nei suoi confronti. In contemporanea il figlio riuscirà a nutrire la propria autostima.

A volte gli adolescenti, seppure non lo ammettano, hanno bisogno dei limiti e delle regole dei genitori, soprattutto se si trovano in situazioni per loro ambigue e insicure in cui non riescono a prendere una posizione ferma. Se i confini vengono sentiti fragili i figli potrebbero sentirsi insicuri e spaventati. La capacità dei genitori di dire no con fermezza e coerenza costituisce una rete di sicurezza.

Il litigio dell’adolescente con i propri genitori non è sempre negativo perché lo aiuta a capire fino a che punto può spingersi e che cosa gli adulti possano pensare. Avere un conflitto e risolverlo contribuisce a diventare più forti. Evitare lo scontro invece preclude la possibilità di scoprire che le situazioni di disaccordo possono essere risolte. Altrimenti l’ombra del litigio può assumere delle dimensioni esagerate e difficili da gestire.

Gli adolescenti hanno comunque bisogno di prendere le distanze dai genitori per confrontarsi con i coetanei e altri modelli in generale. Per la prima volta devono scegliere le persone con cui stare ed instaurare dei legami. Imparano a stare fuori casa senza i genitori, hanno bisogno di ricordarsi le regole da seguire. I genitori per aiutarli ad interiorizzare il senso dei confini e delle regole devono avere la forza di farli scegliere liberamente essendo consapevoli anche del fatto che possano sbagliare.



4 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

occhiali ray ban on 16 Giugno, 2011 at 09:04 #
    

Wow, questa è una lettura molto interessante. Avete mai pensato di inviare articoli, riviste?


nike free run prezzo on 22 Giugno, 2011 at 03:00 #
    

lavoro incredibile! Questo può aiutare molte persone a capire questo. Sei disposto ad essere il clip video insieme? Senza dubbio, questo può aiutare. La vostra ragione è, perché il posto e lei, probabilmente non sarei descrivere un sacco del mio buon amico.Posso semplicemente diretto qui. Comunque, la mia lingua, di solito c’è un sacco di gente la sensazione che questa non è una buona scorta.


sonia on 5 Agosto, 2011 at 08:36 #
    

salve! interessante quanto letto e sicuramente provato tutto…i miei figli ormai sono piano piano quasi fuori e la strada sta tornando in piano dopo ferrate da urlo!
avrei bisogno di un consiglio su i rapporti invece con mio fratello e la cognata… e i loro figli.
Non mi erigo a maestrina di nulla e nessuno, ma vorrei dire a mio fratello che stanno proprio sbagliando sul piano educativo con i due figli ( di due anni e 5 mesi) : solo regole su regole ( il bimbo non puó mangiare da solo perché si sporca, deve aspettare nel lettino finché loro non si svegliano la mattina parlo delle nove di mattina…, niente coccole, mai in braccio, la piccola non é stata allatata al seno per scelta di mia cognata e raramente viene presa in braccio, persino quando le dá il biberon la tiene in sdraietta o nel passeggino).persino mio padre <8 che non ne capisce nulla di bimbi e coccole) é preoccupato.
come faccio a dirlo a mio fratello senza rovinare i rapporti?
grazie


caterina.steri on 5 Agosto, 2011 at 16:35 #
    

Gentile Signora Sonia,
grazie per aver posto la domanda riguardante un problema sicuramente molto importante, nonché diffuso.
L’educazione dei figli è un’esperienza molto soggettiva e difficile. Il fatto che loro abbiano seguito la direttiva della “rigidità” potrebbe sicuramente causare delle difficoltà ai bambini.
Tornando alla Sua domanda, non sapendo che tipo di rapporto abbia Lei con suo fratello e sua cognata, per poter far notare loro la cosa e per sottolineare apertamente quanto “sia bello lasciarsi andare nei rapporti affettivi con i propri figli”, sarebbe interessante poter comunicare sulla situazione, ad esempio chiedendo come mai si sia fatta questa scelta per l’educazione dei bambini e da li cercare di aprire un discorso e discutendo su svantaggi, vantaggi, convinzioni e paure riguardo ad essa e domandare secondo loro, quali possano essere le esigenze dei bambini.
Il confronto con altri può portare alla presa di coscienza che si possano “ammorbidire” certi modi di fare con i bambini e che esistano differenti modatilà per educarli. Provi a capire fino a che punto può spingersi per toccare l’argomento e in base a questo, inizi a parlarne più meno direttamente, ovvero, riferendosi più o meno esplicitamente a quello che vede nella loro casa, senza essere giudicante. Sentirsi giudicati può portare ad una totale chiusura da parte loro. Tenga presente che spesso si agisce con i propri figli, come i genitori hanno fatto con noi.
Aprirei un vaso di Pandora dicendo che sarebbe opportuno capire su che basi abbiano deciso di agire nel modo in cui Lei mi racconta e che tipo di modelli abbiano avuto per la loro educazione personale. Delle volte, se si ha bisogno, si possono fare delle sedute con esperti per lavorare sulla tematica in questione, se loro fossero predisposti, potrebbe proporglielo.
Spero di aver potuto rispondere alla Sua domanda, pur se in uno spazio limitato, in modo utile e proficuo.
Dott.ssa Caterina Steri.


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