Apr
29
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 29-04-2011

Quì di seguito potrete consultare la locandina del Corso Post Partum: Mamme si, ma anche donne che inizierà il 21 maggio 2011 a Villacidro.

corso post partum

Brevi informazioni sulle esperte e gli approcci usati.

Dott.ssa Caterina Steri

Psicologa dello Sviluppo e della Formazione – Psicoterapeuta Stregica Integrata.

La Psicoterapia Strategica Integrata  ha come obiettivo il cambiamento dei comportamenti che creano disagio e malessere alle persone e le aiuta ad adottarne nuovi positivi che portano al benessere psico-fisico.

Dott.ssa Monica Carboni

Psicologa Clinica e di Comunità- Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica

L’Analisi Bioenergetica è una disciplina olistica che integra il lavoro sul corpo al processo analitico, intervenendo contemporaneamente sul livello corporeo, emozionale e mentale di un individuo.

Lo scopo della terapia bioenergetica è di aiutare le persone a raggiungere un benessere psico-corporeo.

Apr
29
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 29-04-2011

EmotivaMENTE è il nome di alcuni incontri organizzati per lavorare insieme a due psicologhe psicoterapeute sul tema delle emozioni: capire cosa significhino, come vengono vissute e gestite attraverso l’integrazione di due differenti approcci.

Il viaggio attraverso le emozioni non viene fatto solo attraverso la parola ma anche tramite il lavoro sul corpo e sulla presa di coscienza su come questo si ponga in confronto all’emotività.

 Di seguito le locandine per le due sedi in cui si svolgeranno gli incontri: Villacidro (VS) e Sant’Antioco (CI).

Locandina Villacidro EmotivamenteLocandina SAnt emotivamente

 

Brevi informazioni sulle esperte e gli approcci usati.

Dott.ssa Caterina Steri

Psicologa dello Sviluppo e della Formazione – Psicoterapeuta Stregica Integrata.

La Psicoterapia Strategica Integrata  ha come obiettivo il cambiamento dei comportamenti che creano disagio e malessere alle persone e le aiuta ad adottarne nuovi positivi che portano al benessere psico-fisico.

Dott.ssa Monica Carboni

Psicologa Clinica e di Comunità- Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica

L’Analisi Bioenergetica è una disciplina olistica che integra il lavoro sul corpo al processo analitico, intervenendo contemporaneamente sul livello corporeo, emozionale e mentale di un individuo.

Lo scopo della terapia bioenergetica è di aiutare le persone a raggiungere un benessere psico-corporeo.

Apr
27

post partum paperinaPer la donna il periodo che segue la nascita di un figlio è un momento emotivamente molto delicato. Diventare madre può costituire un periodo di crisi evolutiva, caratterizzato da instabilità psicoemotiva dovuta al dover affrontare sentimenti e stati d’animo sconosciuti che richiedono una collocazione all’interno della propria vita. E’ comune sentire le neo mamme chiedere se sono “normali” o all’altezza del loro nuovo ruolo. Vivono dei forti sbalzi d’umore, si sentono impotenti di fronte al neonato che per certi versi è un estraneo.

Solitamente dopo la nascita del figlio ci si concentra soprattutto sul dare consigli alla puerpera per accudire il neonato piuttosto che sulla relazione madre-figlio e le emozioni e sentimenti che da queste scaturiscono.

In realtà anche la neo mamma ha bisogno di un accudimento, di sostegno e contenimento affettivo. Infatti, diventare madre è sicuramente il più radicale cambiamento di ruolo che una donna possa vivere.

Il post partum necessita di un periodo di adattamento fisico e psichico. Da alcune donne viene vissuto come vero e proprio shock causato principalmente dall’insicurezza nelle proprie capacità di affrontare il nuovo ruolo nel modo più appropriato, la sensazione di sentirsi sole, non sufficientemente supportate da famiglia ed esperti, la difficoltà a trovare qualcuno con cui condividere le nuove esperienze e a cui rivolgersi per un consiglio da competente. Proprio per questi motivi è auspicabile poter contare sull’appoggio di qualcuno per non sentirsi sole. Soprattutto in una società in cui ci si ritrova oberati di lavoro e ritmi tanto veloci per poterli integrare senza difficoltà nell’insieme dei cambiamenti della nascita di un figlio.

Per affrontare con serenità e ottimismo questa delicata e stupefacente fase della vita, per viverla come un’ulteriore crescita personale, è necessario poter riflettere sulle caratteristiche e l’importanza dei cambiamenti che ogni neo mamma deve affrontare.

A tal proposito, le Dott.sse Caterina Steri e Monica Carboni, integrando i loro diversi approcci di studio, hanno deciso di organizzare un corso post partum. Questi hanno l’obiettivo di dare alle neo mamme l’occasione di avere uno spazio riservato a loro in cui raccontare la propria esperienza, confrontarsi reciprocamente, ascoltare e rispettare le proprie sensazione e gli stati d’animo e avere l’aiuto di due figure esperte per poter vivere e condividere più serenamente e in modo più rilassato il grande avvento-cambiamento che ha portato un figlio tra le loro braccia.

Il corso ha anche l’obiettivo di sostenere le madri dal punto di vista psicofisico oltre che con il dialogo, anche con le tecniche di ascolto del proprio corpo guidate dalla Dott.ssa Monica Carboni.

 

La prima edizione del corso post partum avrà inizio il giorno 21 maggio 2011 a

Villacidro (VS) in Via Marinotti, 5 dalle 16:00 alle 18:00

Il corsiosi svolgerà in 4 incontri ed è aperto ad un massimo di sei persone. Se non venisse raggiunto il numero di partecipanti, l’edizione verrà rimandata a data da destinarsi.

Le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 18 maggio 2011.

 

Brevi informazioni sulle esperte e gli approcci usati.

Dott.ssa Caterina Steri

Psicologa dello Sviluppo e della Formazione – Psicoterapeuta Strategica Integrata.

La Psicoterapia Strategica Integrata ha come obiettivo il cambiamento dei comportamenti che creano disagio e malessere alle persone e le aiuta ad adottarne nuovi positivi che portano al benessere psico-fisico.

Dott.ssa Monica Carboni

Psicologa Clinica e di Comunità- Psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica

L’Analisi Bioenergetica è una disciplina olistica che integra il lavoro sul corpo al processo analitico, intervenendo contemporaneamente sul livello corporeo, emozionale e mentale di un individuo.

Lo scopo della terapia bioenergetica è di aiutare le persone a raggiungere un benessere psico-corporeo.

 

Per ulteriori informazioni sul corso chiamare ai numeri:

3207297686 – Caterina Steri

3479235427 – Monica Carboni

 

 

 

Apr
26
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 26-04-2011

psicologiaDal 22 aprile 2011 Gocce di psicoterapia, oltre che un blog, è diventato una rubrica sul portale di Tiscali.

Ho scritto queste righe per ringraziare tutti i lettori che da marzo seguono gli articoli e che hanno fatto si che iniziassero a comporre anche la rubrica che nel tempo verrà sviluppata.

Siete tutti invitati a visitarla sul seguente indirizzo http://lifestyle.tiscali.it/salute/gocce_psicoterapia/

Considerata la crescita del “lavoro”, sottolineo quanto sia importante e prezioso che continuiate a richiedere gli argomenti da trattare a cui siete interessati scrivendo direttamente sulla sezione dei commenti agli articoli.

L’autrice di Gocce di Psicoterapia, Caterina Steri, si impegnerà a sviluppare i vari temi proposti.

Un buon proseguimento a tutti nel variegato mondo della psicoterapia.

Apr
21
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 21-04-2011

IpocondriaLa parola ipocondria deriva dall’antico termine medico hypochondrium, che significa al di sotto delle coste, e rispecchia il comune sintomo addominale riferito da molti pazienti con questo disturbo.

L’ipocondria è un disturbo che si manifesta con un’eccessiva preoccupazione o convinzione di avere una grave malattia. Per essere diagnosticata deve durare almeno sei mesi e deve essere stata esclusa, attraverso degli accertamenti medici la reale presenza di qualsiasi malattia organica.

Nella ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (il battito cardiaco, la traspirazione); alterazioni fisiche di debole entità (una piccola ferita o sintomi influenzali transitori); oppure sensazioni fisiche generiche o ambigue (“cuore affaticato”, “vene doloranti”).

Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati del corpo, in momenti diversi o simultaneamente.

L’ipocondriaco incentra la sua vita totalmente sulle sue convinzioni, cerca qualsiasi segnale o sintomo che possa confermare le sue idee e non riesce a trovare rassicurazione neanche dagli accertamenti medici. L’eccessiva concentrazione sul proprio corpo aumenta il rischio che qualche sintomo o segno inevitabilmente viene trovato confermando, in una sorta di circolo vizioso, le preoccupazioni iniziali. Generalmente chi soffre di ipocondria non accetta l’aiuto di chi si occupa di salute mentale, stressa in continuazione le persone da cui è circondato e i vari medici a cui si rivolge.

La vita familiare viene focalizzata intorno al benessere fisico del soggetto.

Le relazioni sociali vengono sconvolte perché l’ipocondriaco è preoccupato della propria condizione, ne parla in continuazione, si aspetta dei trattamenti speciali e si sente incompreso.

Nell’attività lavorativa spesso la preoccupazione interferisce con la produttività e causa numerose assenze dal lavoro.

Nei casi più gravi, I’ ipocondriaco, spesso, fa suo uno stile di vita simile a quello di un malato cronico o di un invalido.

Tra le cause di questo disturbo sono annesse in particolare l’esperienza personale di una malattia grave, la morte di qualche persona vicina.

Dietro l’ipocondria c’è comunque sempre una qualche forma di ansia che inconsciamente “scarica” sull’attenzione al corpo preoccupazioni di altra natura.

A volte, eventi particolarmente stressanti possono originare risposte ipocondriache transitorie che solitamente regrediscono quando lo stress si risolve; possono però diventare croniche se rafforzate da persone che appartengono al sistema sociale del paziente o dal personale sanitario.

L’ipocondria può esordire in qualunque momento, ma si ritiene che l’età più comune di esordio sia la prima età adulta.

Se dovessi pensare ad una metafora per descrivere un ipocondriaco, lo raffigurerei come una marionetta rotta con gli occhi rivolti verso l’interno che cerca sempre dentro se stesso. E chi cerca trova!! Nel caso dell’ipocondriaco, cerca e trova tutti i mali possibili.

La psicoterapia è possibile quando la persona si preoccupa incessantemente di avere delle malattie, ma si rende conto, almeno in parte, che le sue preoccupazioni sono eccessive e infondate.

La psicoterapia strategica integrata risulta utile per il trattamento dell’ipocondria perché il paziente svolge un ruolo attivo nella soluzione del proprio problema e con l’aiuto del terapeuta  apprende modi di pensare e comportarsi diversi che lo aiutano a rompere i meccanismi viziosi del disturbo per imparare a vivere in modo più funzionale al proprio benessere. Aggiungerei, per imparare a trasformare la marionetta rotta in una marionetta riparata che riesce a guardare fuori da sé.

Apr
18
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 18-04-2011

MSTUna malattia sessualmente trasmissibile è una malattia infettiva il cui modo di trasmissione o diffusione è principalmente per contagio durante le attività sessuali.

Vengono causate dalla trasmissione di batteri, virus, parassiti o funghi che passano da un corpo all’altro attraverso il contatto della pelle (o delle mucose genitali) o con liquidi organici infetti (in alcune malattie anche la saliva). Alcune vengono trasmesse dalla madre al feto, durante la gravidanza, o al neonato con l’allattamento.

Soprattutto in epoche passate, in parte anche oggi, sono state fonte di forte rifiuto sociale, perché considerate scandalosa prova di tendenze comportamentali immorali. L’emarginazione sociale dei soggetti ammalati li ha costretti a nascondersi, soprattutto durante le cure. Il sentimento di vergogna e disprezzo, per lungo tempo ha portato al silenzio sul tema lasciando gravi segni di disinformazione e trascurando il fatto che affrontare l’argomento e divulgarlo significa tradurlo in una efficace prevenzione.

In epoche recenti, si è cercato di dare maggiore attenzione all’informazione sull’argomento, cercando di rendere più facile l’uso del profilattico; si è operato per combattere cause di ostacolo alla prevenzione ed alla cura anche psicologica.

Nonostante la preziosità delle cure, non si dovrebbe mai smettere di fare prevenzione, o meglio, in un paese come l’Italia, si dovrebbe iniziare a farla in maniera più serrata.

Sarebbe opportuno continuare a combattere i tabù sulla sessualità con i propri figli e a scuola e diffondere l’informazione su queste malattie anche ai più giovani attraverso l’educazione sessuale. A tal proposito, vorrei ricordare che l’età media del primo rapporto sessuale tra i giovani attualmente è di undici anni!

Apr
14
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 14-04-2011

Poor People on the shore - Pablo Picasso 1903La separazione dei genitori non è mai un evento piacevole ed indolore per i figli, qualsiasi sia la loro età.

Spetterebbe ai genitori rendere questo avvenimento il meno doloroso e traumatico possibile, ma spesso non accade. Per mancanza di lucidità nei confronti della situazione, per l’incapacità di accettare il fallimento di un legame, per la rabbia che si prova nei confronti dell’ex coniuge, molti adulti gestiscono la separazione non rispettando il vissuto dei figli causando loro dei problemi più o meno gravi con cui saranno costretti a fare i conti per lungo tempo.

Uno di questi problemi è la Sindrome da Alienazione Parentale (PAS), che colpisce i figli di genitori separati.

Il disturbo si sviluppa quando uno dei due genitori, anche inconsapevolmente e in modo subdolo, costringe i figli a prendere delle posizioni su delle questioni a cui non dovrebbero interessarsi, per allontanarli dall’altro genitore. Nel gergo psicologico si direbbe che i figli vengono triangolati.

I figli si ritrovano tra due fuochi. Da un lato seguono quello che gli viene imposto dal genitore alienante per non tradirlo e per paura di non perderlo. Dall’altro, devono affrontare il dolore per essere costretti ad escludere dalla propria vita e a ripudiare l’altro genitore, quello alienato.

IL genitore alienante usa ogni pretesto per mettere in cattiva luce agli occhi dei figli l’ex compagno. Gli attribuisce la responsabilità della separazione, fa pensare ai figli di essere stati abbandonati per puro egoismo ed egocentrismo dell’altro.

Il genitore alienante agisce così in modo più o meno inconsapevole, per avere i figli tutti per se e per vendicarsi dell’ex compagno su cui viene riversata la rabbia per il fallimento del rapporto. Così facendo, è più semplice non accettare le proprie responsabilità e non ammettere che se un rapporto finisce, la rottura non è mai determinata da solo uno dei due coniugi.

L’amore per i figli in situazioni del genere passa in secondo piano perché si è accecati dallo scopo di voler punire e vendicarsi del proprio ex.

I sintomi a breve termine, quelli che si presentano durante le fasi più dure della separazione, della sindrome da alienazione parentale possono essere diversi:

  • Enuresi notturna
  • Calo della rendita scolastica
  • Aggressività o chiusura nei confronti del gruppo dei coetanei
  • Incapacità di provare simpatia ed empatia verso gli altri
  • Ansia
  • Depressione
  • Pensieri suicidari

Tra i sintomi a lungo termine, quelli che si presentano nei figli in età adulta, si hanno:

  • Difficoltà ad instaurare relazioni sentimentali stabili e serene
  • Difficoltà a gestire rapporti con altre persone basate sulla fiducia
  • Difficoltà nella crescita dei propri figli

Non tutte le separazioni avvengono in modo traumatico per i figli, se i genitori si assumono le responsabilità delle proprie azioni ed evitano di coinvolgerli nelle battaglie con l’altro. Aggiungerei che ideale sarebbe che le battaglie venissero risparmiate totalmente, anche se così non avviene quasi mai.

Apr
11
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 11-04-2011
GiovanniMaraglino_DipendenzeAffettive_02

"Dipendenze affettive" Giovanni Maraglino, 2010

 

Visto il successo avuto con gli articoli sulle dipendenze affettive, mi è sembrato opportuno approfondire il tema parlando delle codipenze,

Una persona è codipendente quando si fa condizionare in modo eccessivo dal comportamento di un altro (il partner, genitore, amico, figlio…) ed allo stesso tempo cerca di controllarlo in modo altrettanto esagerato. La differenza tra dipendenza affettiva e codipendenza è che nella prima si può scegliere un compagno che non ha particolari problemi, nella seconda, l’oggetto della dipendenza è una persona che sicuramente ha a sua volta una dipendenza patologica.

Molte donne con disturbi dell’alimentazione spesso sono figlie di alcolisti – soprattutto le bulimiche – oppure di un alcolista e una bulimica. Le figlie di alcolisti tendono a loro volta a sposare un alcolista.

I codipendenti scelgono altri dipendenti, perché sono convinti che questi ultimi abbiano bisogno di qualcuno che li salvi. A volte, se riescono nel loro ruolo di salvatori, la relazione finisce, e cercano subito un altro da salvare perché non riescono a tenere relazioni con persone che non hanno bisogno di aiuto.

Ci sono molti punti in comune tra codipendenti e dipendenti affettivi:

  • incentrano la loro vita sugli altri
  • tendono ad investire continuamente le proprie energie nel controllo di sé e degli altri, benché vengano sperimentate conseguenze negative
  • si assumono responsabilità altrui o di situazioni incontrollabili, pur di soddisfare i bisogni del partner, fino a negare i propri
  • non percepiscono i confini tra sé e l’altro
  • sono convinti di trovare la felicità fuori da sé
  • attribuiscono a cause esterne la propria infelicità e la mancanza di volontà per cambiare la loro situazione
  • ambiscono alla stima e all’amore altrui
  • non riescono ad amarsi e hanno bisogno di qualcuno che li “convinca” di poter essere amati
  • sono attratti dalle persone in difficoltà e si sentono annoiate da quelle che stanno bene
  • sopportano sempre più comportamenti altrui che non avrebbero tollerato in precedenza
  • si sentono in colpa per i comportamenti sbagliati dell’altro
  • instaurano un rapporto di simbiosi con l’altro e se uno dei due decide di “guarire” o “cambiare” per stare meglio, l’altro si sente tradito perché viene a mancare la relazione che lo faceva sentire al sicuro
  • sanno sempre come prendersi cura dell’altro perché lo hanno sempre fatto e sono abituati sin dalla giovane età
  • sviluppano sintomi d’ansia e depressione
  • hanno una paura ossessiva di perdere l’altro e fanno di tutto perché questo non accada.

Per guarire dalla codipendenza bisogna riconoscere l’esistenza dei propri bisogni e cambiare il comportamento di relazionarsi ad altri. Di questo però, ne parleremo prossimamente.

Apr
07
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 07-04-2011

12867349_bambini-mai-pi-notti-insonni-0La nascita di un bambino obbliga i genitori, soprattutto la madre che per i primi mesi sta sempre con lui ad adattare la loro vita ai ritmi del pargolo. Prendiamo l’esempio del sonno, che tanto viene discusso e sofferto. La carenza di sonno incide pesantemente sulla vita dei genitori, può portare a sbalzi d’umore, depressione e rottura dei rapporti sociali. Nei primi mesi di vita il bambino non conosce la differenza fra giorno e notte, il suo ritmo sonno-veglia è regolato dai bisogni interni legati alla fame e alla sete. Capire perché un bambino si sveglia nella notte è importante per accudirlo al meglio ma anche per migliorare il riposo dei genitori. Inoltre, il modo con cui i genitori rispondono alle esigenze dei figli incide sul loro sviluppo. Bambini che vengono fatti dormire nel letto con i genitori, avranno difficoltà a stare soli nella propria culla o nella propria stanza e sono privati di un personale spazio di crescita e di autonomia. Se messi sin da subito nella culla, non avranno paura di stare soli e impareranno a conoscere e ad esplorare un ambiente familiare e sicuro. Per non parlare della coppia che, con un bambino nel proprio letto, rischia di perdere la propria intimità e non migliora sicuramente la qualità del sonno, visto che bisogna far attenzione a non far male al figlio!

Tra i fattori che possono disturbare il sonno di un infante ci sono: lo svezzamento, le coliche, la dentizione, malattie in famiglia, conflitti fra i genitori, eccessiva mancanza della figura materna.

Di seguito proverò ad elencare alcuni consigli pratici su come aiutare il neonato ad addormentarsi senza grossi problemi.

  • Nei primi mesi di vita il neonato potrebbe dormire in una culla accanto al letto dei genitori, data la frequenza dei risvegli per le poppate. E’ importante che il piccolo dorma sempre nello stesso posto sia il giorno che la notte.
  • Intorno al quarto-sesto mese il bambino inizia a dormire senza svegliarsi la notte per cui è molto importante regolare gli orari in cui lo si mette a dormire e lo si risveglia. Naturalmente sono permessi sgarri ogni tanto che potrebbero aiutare il piccolo ad acquisire una migliore capacità di adattamento.
  • Esporlo alla luce durante il giorno, farlo giocare in queste ore e ridurre le attività che possano eccitarlo verso la sera, lo aiutano a scandire meglio il ciclo notte giorno e ad abituarsi ad esso.
  • Dopo i quattro-sei mesi di vita non ha più bisogno di mangiare durante la notte se di giorno fa dei pasti regolari; dargli il biberon dopo questa età ogni volta che si sveglia durante la notte potrebbe diventare il mezzo esclusivo per addormentarsi e aumenta la probabilità che il bambino si svegli perché abituato a bere.
  • Instaurare un rituale fisso (una ninna nanna, il cambio del pannolino, un bagnetto, la consegna di un oggetto con il quale dormire), aiuterà il bambino ad associarlo con il momento per andare a dormire.
  • Altra sana abitudine da sviluppare è quella di metterlo nel lettino ancora sveglio e lasciargli il tempo di addormentarsi da solo. Se il bambino piagnucola o si muove non bisogna prenderlo subito in braccio. E’ bene che impari a farci capire quello che vuole. Prenderlo in braccio da subito significherebbe soddisfare una sua richiesta già prima che riesca a formularla. Questo col tempo farà si che il piccolo non abbia bisogno di chiedere nulla perché sa che un adulto soddisferà subito ogni suo segnale, non sarà in grado di capire di cosa veramente abbia bisogno e di tollerare la frustrazione per qualsiasi eventuale mancanza. Una piccola luce nella stanza da al bambino la possibilità di controllare l’ambiente circostante e sentirsi più sicuro.
  • Dopo il quarto sesto mese se il bambino chiama o piange bisognerebbe aspettare almeno 30 secondi prima di entrare nella stanza (o fargli percepire la nostra presenza), tranquillizzarlo e uscire quando è ancora sveglio. Ad ogni chiamata successiva bisognerebbe allungare gradualmente l’intervallo di attesa finché il bambino si addormenta da solo. Dopo una settimana le cose dovrebbero migliorare.

Se i genitori riescono ad essere costanti nei loro rituali, a non farsi prendere dalla stanchezza, dai sensi di colpa e a non pensare di creare dei traumi nel loro figlio, dovrebbero ottenere dei risultati positivi in breve tempo.

Se i problemi al contrario dovessero persistere sarebbe opportuno chiedere aiuto al pediatra o ad un esperto dell’età evolutiva per capire se l’insonnia del bambino nasconda malesseri particolari così da poterli gestire.

Apr
04
Filed under (Link amici) by caterina.steri on 04-04-2011

CiocotossiciSiamo in prossimità di Pasqua, festa che incentiva un enorme consumo di cioccolata. Grande protagonista della nostra “dieta” , il cioccolato è un cibo mangiato per piacere, “intrigante” per l’uomo, considerata la varietà di tipi, il mercato economico sviluppato intorno al suo consumo e l’organizzazione di eventi a lui dedicati.

Come tutte le cose, anche il consumo di cioccolato ha i suoi pro e i contro.

Gli effetti benefici sono le caratteristiche antidepressive di tipo non farmacologiche; chi lo mangia produce endorfine, sostanze che stimolano il buonumore che danno un senso di piacere e agiscono contro il dolore. Il cioccolato contrasta stati di ansietà, aumenta l’attività fisica e psichica dando energia a chi lo consuma. Sarebbe inoltre un afrodisiaco e un antiossidante.

Se mangiato in quantità elevate, in alcuni casi è capace di dare una dipendenza, un’ incapacità di resistere a una o più razioni. Gli abusatori di questo cibo, i cioccotossici non riescono a fermarsi di fronte ad una tavoletta di cioccolata finchè non la finiscono e ne consumano quantità di gran lunga superiore alla media. Non vanno in astinenza solo perché non smettono mai di mangiarne. Consumano la cioccolata spesso come unico piacere di una dura giornata, per calmare l’irritabilità, sentirsi più energici e avere un migliore umore. Le donne lo ricercano in quantità maggiori soprattutto durante il periodo che precede il ciclo mestruale.

La dipendenza da cioccolato costituisce un fenomeno di dimensioni sorprendentemente ampie nei paesi occidentali e per alcuni dei suoi sintomi e delle sostanze che lo compongono che stimolano le stesse aree del cervello sollecitate dalla nicotina, viene paragonato alla dipendenza di sostanze d’abuso.

Il pericolo della dipendenza da cioccolato è sempre in agguato e questo non solo conduce all’obesità ma anche alla perdita di controllo sui propri impulsi e addirittura alla perdita di autostima. Consumare cioccolato deve essere un piacere, non un modo per tentare di controllare l’ansietà o la depressione e ancor meno una scusa per legare la nostra vita ad un’inutile dipendenza. Quindi, suggerirei a chi consuma spesso la cioccolata di chiedersi perché e in quale modo lo faccia e se si dovesse render conto di avere una dipendenza che non riesce a controllare, di chiedere l’aiuto di un esperto.